Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Centro / Piazza Pugliatti, 1

Università bandita, a Messina l'appello contro il silenzio

L'inchiesta della procura di Catania che coinvolge due docenti messinesi non solletica le reazioni della comunità accademica. La professoressa di Ingegneria, Antonella Arena, prova a scuotere i colleghi

Comunità accademica in silenzio a Messina. A sei giorni dall'inchiesta della procura di Catania sui presunti concorsi all'Università etnea, l'Ateneo di piazza Pugliatti non si esprime. Non si registrano reazioni da vertici e docenti nonostante nell'indagine figurino due professori messinesi: Santi Fedele, ordinario del dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, e il chirurgo maxillo-facciale al Policlinico universitario Francesco Saverio De Ponte.

Università bandita, indagati anche Fedele e De Ponte

Fedele e De Ponte rischiano la sospensione dal ministro Bussetti che prima vuole verificare il contenuto degli atti prodotti dalla procura e avallati dal giudice.

Ma non ce la fa a rimanere in silenzio Antonella Arena, professore associato al dipartimento di Ingegneria a Messina. La docente ha già scritto due giorni fa sul suo profilo facebook qualcosa che il mondo universitario, anche messinese, non può snobbare: "La logica che governa i concorsi universitari, non può in alcun modo sfuggire a chi vive l'Università: un ristretto gruppo di individui stabilisce, spesso, non sempre, è ovvio, a prescindere dal curriculum, chi possa accedere alla carriera e chi debba esserne escluso. Era così prima dell'avvento della Gelmini e ha continuato ad essere così con la riforma 240/2010, che in maniera articolata, se possibile ha concentrato ancora più potere ai rettori e ai direttori di dipartimento.

Lettera a Bussetti che minaccia la sospensione degli indagati 

La dimostrazione, che certo non supererebbe la prova delle aule dei tribunali - sottolinea la Arena - oltre al fiorire di un fenomeno che è la "mobilità parentale di scambio" tra sedi universitarie e la transumanza dipartimentale intrauniversitaria, è il silenzio. La fine della dialettica: tace chi ha consolidato il proprio obiettivo, tace chi ha in vista di riuscirvi di qui a breve, tacciono incredibilmente, chissà, nella vita non si sa mai, anche coloro i quali, schiacciati sotto improbabili mediane, non hanno alcuna prospettiva reale di carriera, si scrive concorso, una complessa procedura appesantita dal farraginoso formalismo che norma la materia, ma si legge cooptazione. Una realtà che rappresenta la situazione di equilibrio instabile che ha garantito e garantisce il funzionamento di un sistema svuotato di tutte le proprie risorse, decimato numericamente e assoggettato ad un numero insostenibile di adempimenti burocratici, che per non negarsi nulla vive in simbiosi con la politica". La docente sollecita un coming out generale. "Intanto sarebbe bene che ne prendessimo tutti atto - conclude - da qui, forse, sarebbe possibile ripartire".

Parole forti mentre l'inchiesta "Università bandita" è in corso. 

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