Cronaca

Università e concorsi, il rettore nelle commissioni giudicanti: “Non è reato, ma valuterò se farne parte o meno”

Cuzzocrea chiarisce la sua posizione dopo l'inchiesta di Repubblica sulle università italiane e la strage silenziosa del merito. “Questa città ha problemi ben più gravi e importanti di cui parlare. Io mi sono sempre mosso nel rispetto della legge”. E sulla vicenda della farmacia del Policlinico...

Salvatore Cuzzocrea

C’ è anche l’Università di Messina nella mega inchiesta avviata da Repubblica sulle università malate e la “strage silenziosa del merito”.

“Agnese nel paese dei baroni” il titolo del dossier di oltre trenta pagina che racconta le storie coraggiose di tanti studenti e studentesse che con il loro impegno hanno messo a nudo i meccanismi distorti dei baronati. Si racconta il “sistema di potere” del mondo accademico con esempi di storie vissute su concorsi mai indetti, taroccamenti delle graduatorie e tutta una serie di meccanismi che umiliano la scienza e la cultura perché  si poggiano solo su scambi di favore.

Da Perugia a Firenze passando Catania per arrivare a Messina, dove l’attenzione del quotidiano si è concentrata sul rettore Salvatore Cuzzocrea diventato vicepresidente della Conferenza italiana dei rettori (Crui) e in quella che è stata definita una delle università più complicate d’Italia.

Fra le anomalie messe in evidenza nell’università di Messina, quelle oggetto anche delle dieci domande rivolte dall’associazione Trasparenza e merito qualche settimana fa.

In particolare la partecipazione alle commissioni dei concorsi pubblici della sua università. “Dal 17 aprile 2018 ad oggi – si legge nell’articolo di Repubblica – Cuzzocrea ha preso parte come membro a quattro commissioni nel suo settore scientifico disciplinare. Nel 2017, da prorettore, fu presente in cinque procedure interne e due commissioni contravvenendo l’atto di indirizzo del ministero sul Piano anti Corruzione, che prevede tre presenze al massimo”. Questo mentre l’Autorità anticorruzione suggerisce ai magnifici di astenersi e La Legge Gelmini chiede che i docenti chiamati a giudicare “non siano componenti dell’organo di direzione politica dell’amministrazione”. 

Ma c’è spazio anche per un episodio che si è verificato nella sua prima seduta del Senato accademico, il 7 maggio 2018, quando fu concessa ai suoi zii una rateizzazione di 48 mesi della somma (850 mila euro) da restituire all’Università per la gestione della farmacia del Policlinico.

“Mi attaccano – ha dichiarato il rettore a Repubblica - perché in tre anni ho inviato sei fascicoli in procura e sette alla Corte dei conti. Ho revocato 14 milioni di euro di gare d’appalto e messo penali per 3,5 milioni. Sul fronte dei concorsi, le 95 procedure fin qui bandite nella mia università sono state tutte realizzate con commissari esterni e in tre casi ho fermato il bando. I membri di commissione, a Messina, sono tirati a sorte e il sorteggio è anonimo ed elettronico. Prima erano indicati dai dipartimenti. Per quanto riguardo la farmacia del Policlinico, io, la mia famiglia, l’ho costretta a pagare. Come non avevano fatto i miei predecessori per nove anni. Zio Dino non mi rivolge più la parola. Il problema dei concorsi universitari in Italia esiste, a Messina non più. Comunque, in futuro non parteciperò più a commissioni giudicanti”.

Meno categorico il rettore con MessinaToday: “Questa città ha problemi ben più gravi e importanti di cui parlare, piuttosto che delle commissioni di concorso a cui partecipa il rettore. Far parte di una commissione è un dovere da parte un professore universitario e non è precluso ai rettori - spiega Cuzzocrea - valuterò in futuro l'opportunità di farne parte o meno. Per quanto attiene la questione della Sitel, ribadisco di aver applicato la sentenza della Corte dei conti del 2012 e che le modalità di pagamento sono state autorizzate dall'avvocatura dello Stato. Fermo restando che rispetto le opinioni di tutti, mi sono sempre mosso nel rispetto della legge e ricordo che io sono il rettore che ha detto fuori la politica dall'Università. Un impegno che ho preso e che ribadisco insieme all'orgoglio per il lavoro svolto in questi anni”. 

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