Ucciso a Los Angeles il regista Serraino, “Un amore spropositato per Messina che non gli ha mai tributato nulla”

Il pubblicitario Gianfranco Moraci ricorda l'amico con cui ha lavorato anche a sceneggiature ambientate nella zona grigia delle corse dei cavalli che si svolgono clandestinamente in città. L'omicidio alla vigilia del finanziamento per un film

Gianfranco Serraino

Il regista messinese Gianfranco Serraino è morto accoltellato nella sua casa di Los Angeles, dove viveva ormai da oltre dieci anni, domenica scorsa alle 10 di sera durante una festa in casa. La persona sospettata dell'omicidio non sarebbe ancora stata ancora rintracciata e sembra soffra di malattie mentali. La notizia si è diffusa velocemente anche fra gli amici messinesi del regista attraverso un post accorato su facebook scritto dalla ex moglie, Lys Sparrow, che  annuncia l'organizzazione di un memorial in suo onore domenica per il 27 settembre nello stesso posto dove Serraino pianificava di scattare il suo prossimo servizio fotografico, a Point Dume a Malibù.

Serraino è morto alla vigilia di ricevere notizie dall'Europa sul finanziamento ad un film che avrebbe dovuto girare. La notizia è stata appresa con sgomento in città, dove tanta gente ancora lo ricorda e gli vuole bene e con lui aveva lavorato a lungo. Tra questi il pubblicitario mesinese Gianfranco Moraci (nella foto in basso con Serraino). Che lo ricorda con queste parole per MessinaToday:

Un amore spropositato verso questa città che non gli ha mai tributato niente

Solo un pazzo poteva scagliare la sua furia omicida su Gianfranco Serraino. Gianfranco era un mio amico di sempre e da sempre. Era una persona gentile e fragile, ma con personalità da vendere. Sin da adolescenti era uno dei pochi nel nostro gruppo di amici che riusciva a farti vedere il mondo e le cose da un punto di vista diverso. Era diverso il suo linguaggio ed il suo approccio cosmopolita alla vita, non a caso ha vissuto molti anni a Milano, a Roma, a Parigi e a Los Angeles.

Parla il fratello del regista: “Una festa trasformata in tragedia”

Moraci-3Era il messinese meno messinese che abbia mai conosciuto, ma con un amore spropositato verso questa città che non gli ha mai tributato niente. Credo che l’amore per il cinema in lui e per la pubblicità in me sia nato condividendo musica e film, sì, perché Gianfranco suonava la chitarra e la suonava anche bene. Guardavamo i film di Woody Allen, Scorsese e De Sica sui VHS. Ascoltavamo i Police degli albori e la new wave scambiando dischi e cassette quotidianamente. Gianfranco era un bravo regista ed insieme abbiamo condiviso non solo lo stesso nome, l’adolescenza e tanti bei momenti, ma l'inizio delle nostre strade lavorative. Qualcuno conosce i suoi cortometraggi e documentari, il suo lavoro da artista, ma in realtà era soprattutto un bravo professionista della regia.

Nel periodo in cui vivevo e lavoravo a Roma era abitualmente a cena da me e Mariacarla. E’ a Roma che abbiamo realizzato insieme alcuni spot pubblicitari, nel '98 una campagna multisoggetto realizzata per il Ministero del Lavoro ci ha dato la soddisfazione di qualche premio. Ho avuto il piacere e l’onore di collaborare con Gianfranco per due sceneggiature: "Thrillerbridge" ed "Hanno Zero”... Hanno… non è un errore, si intitolava così ed era ambientato nella zona grigia delle corse dei cavalli che si svolgono clandestinamente a Messina. Con due decenni d'anticipo le sue idee avevano il mood di “Gomorra”, ma con l’unica differenza che dovevano essere ambientati nella Sicilia peggiore. Gianfranco vent'anni fa è andato a vivere a Parigi e 13 anni fa si è trasferito a Los Angeles. Gianfranco Serraino era una di quelle persone che lasciano questa terra prima e questo mondo oggi, senza che nessuno prenda il loro posto. Nel periodo in cui Franco Providenti era sindaco ed io ero parte della giunta quale esperto, Gianfranco ha realizzato due “corti” che allora vennero patrocinati dal comune per le proiezioni, ma realizzati totalmente a spese sue. Oggi al dolore si associa la gioia del ricordo di tanti momenti meravigliosi che abbiamo vissuto insieme.

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