Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Vaccini, nelle isole minori coperto il 75%: no di Figliuolo alle somministrazioni in vacanza ma già si pensa alla terza dose

Sarà probabilmente necessario un terzo richiamo ma non prima di dieci mesi. Intanto arrivano le nuove forniture di Atrazeneca. "Abbiamo davanti altre due-tre settimane in cui bisogna tenere la barra dritta. Io invito le Regioni a seguire in maniera armonica e ordinata il piano"

"Abbiamo avviato dalle isole minori la nostra campagna di vaccinazione: siamo già oltre il 75%, quindi gli operatori e gli abitanti sono pronti a potere ospitare i turisti in sicurezza". Così il governatore siciliano, Nello Musumeci, intervistato da Rainews24. Il presidente della Regione Siciliana ha poi risposto così a una domanda sull'ipotesi di un pacchetto soggiorno-vaccino alle Eolie: "Si tratta di una proposta ambiziosa, ma siamo convinti di trovare la condivisione da parte di Roma. Stiamo anche studiando la possibilità per il turista non ancora vaccinato e che si trovi in Sicilia di potere sottoporsi al farmaco qui da noi. Abbiamo avanzato queste proposte al generale Figliuolo - ha concluso Musumeci e non è escluso che nelle prossime ore possa arrivare la conferma".

Intanto Figliuolo sul "problema" dei richiami nei giorni clou di agosto, ha scartato l'ipotesi di somministrare le seconde dosi nei luoghi di villeggiatura. "È bene che chi va in vacanza regoli le proprie vacanze in funzione dell'appuntamento vaccinale".

Per il commissario all'emergenza "la soluzione c'è già. Basta essere molto aderenti a quelle che sono le necessità dei cittadini. Io credo che in un hub vaccinale come questo uno viene e chiede di spostare la seconda dose di una o di due settimane e ritengo che questa sia la soluzione migliore". "Però - ha concluso - sono aperto a qualsiasi altra proposta che le Regioni vorranno farmi. Ovviamente a tutto c'è un limite: il pragmatismo, i piedi per terra. Se facciamo i voli pindarici e invenzioni, io non ci sto".

Intanto, sempre sul fronte dei vaccini, si profila l’ipotesi di un terzo richiamo. Ma non si sa ancora quando. Di sicuro non prima di 10 mesi, probabilmente anche molto dopo. L'immunità conferita da Sars-Cov-2 per quanti hanno contratto la malattia "dura alcuni anni ma è ragionevole che una terza dose di vaccino debba essere fatta"  ha spiegato oggi il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, Franco Locatelli, nel corso di un'audizione al Senato. "Non è compiutamente stimabile quando dovrà essere somministrata e l'incertezza è legata al fatto che i periodi di osservazione sono ancora limitati. Si valuta, tuttavia, dai dieci mesi in su, perché è questo il periodo nel quale dovrebbe mantenersi la protezione da Sars-Cov-2 ma solo il tempo ci dirà se potrà essere prolungato ulteriormente". 

Insomma, per ora ne sappiamo ancora troppo poco. Certo è che se il richiamo si rendesse necessario già dopo 10 mesi i tempi sarebbero abbastanza stretti. In sostanza, da novembre si dovrebbe ripartire da capo con la vaccinazione dei sanitari. E poi, a seguire, tutte le altre categorie. Ad oggi non è chiaro neppure se chi si è vaccinato (o si vaccinerà) con AstraZeneca o J&J riceverà per l'eventuale terzo (o secondo) richiamo il farmaco Pfizer-BioNTech, ma dal momento che l'Ue non ha rinnovato il contratto con la multinazionale anglo-svedese, tutto lascia pensare che sarà proprio così.

Quanto a Johnson&Johnson Locatelli ha sottolineato che al momento non c'è nessuna evidenza che serva una seconda dose, perlomeno in tempi brevi. "Il vaccino J&J è basato su una sola dose perché gli studi presentati dall'azienda sono stati fatti su una popolazione che ha ricevuto una sola dose" ha evidenziato il coordinatore del Cts. "È possibile che studi mirati a testare un eventuale vantaggio incrementale fornito dalla seconda dose possano dimostralo, ma al momento non sono oggi disponibili".

Vaccini, servirà la terza dose? Pfizer: "Dati sulla copertura fino a 6 mesi"

In un'intervista rilasciata il mese scorso il ceo della Pfizer Albert Bourla aveva definito "probabile" l'eventualità di una terza dose da somministrare "più o meno tra 6 e 12 mesi" dopo la seconda. "Da lì, poi, ci sarà un richiamo annuale. Ma tutto deve essere confermato" aveva detto alla Cnbc. "E, di nuovo, le varianti avranno un ruolo fondamentale". Per Valeria Marino, direttore medico di Pfizer Italia, ad oggi ci sono "i dati che dimostrano la copertura immunitaria a sei mesi, dobbiamo osservare i successivi sei mesi. Potrebbe essere possibile una terza dose ma forse anche non necessaria, a meno che non intervengano eventuali varianti, in quel caso una dose 'booster' potrebbe essere utile". Al momento però il vaccino Pfizer si è rivelato efficace contro tutte le varianti emerse tanto che la stessa azienda ha "ammesso" che non è necessario neppure aggiornarlo. 

Figliuolo: in arrivo oltre 2 milioni di dosi

E sul fronte vaccini arrivano altre buone notizie. Oggi pomeriggio il commissario straordinario all'emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, ha annunciato l'arrivo di 400mila dosi AstraZeneca a fine settimana e di altre 1.750.000 entro il mese di maggio. "C'è stato un calo vertiginoso dei contagi, delle ospedalizzazioni e dei decessi dovuto anche all'ordinanza 6 che ha dato la priorità assoluta alle classi vulnerabili" ha detto il generale nel corso della visita al centro vaccinale Nelson Mandela Forum di Firenze. "Abbiamo davanti altre due-tre settimane in cui bisogna tenere la barra dritta. Io invito le Regioni a fare come sta facendo la Toscana a seguire in maniera armonica e ordinata il piano vaccinale".

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