Cronaca

Incendi, Musumeci chiede a Draghi lo stato di mobilitazione della Protezione civile nazionale

La richiesta si è resa necessaria per l'emergenza roghi nell'Isola. A Messina il vertice in prefettura con il Ccs. Ma le fiamme non concedono tregua: brucia anche Tremonti, Santa Maria della Valle e Tremonti, Ritiro. A Torrente Trapani i rischi maggiori

Ancora fiamme nelle colline di Messina. Dopo gli incendi a Camaro e San Michele briucia anche Santa Maria della Valle e Tremonti, Ritiro, Torrente Trapani e fra Boccetta e Giostra. A destare maggiore preoccupazione l'incendio sul torrente Trapani con le fiamme che rischiano di scollinare e arrivare vico le abitazioni. Sul posto squadre di vigili del fuoco ma si aspettano anche i canadair.

Intanto sstamani è stato convocato  in prefettura il Centro Coordinamento Soccorsi (CCS), presieduto dal prefetto, con la partecipazione del questore e dei rappresentanti dei Comandi provinciali dei garabinieri, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco, dell’Ispettorato Ripartimentale Foreste e, in generale, di tutte le istituzioni e gli Enti facenti parte del sistema territoriale di protezione civile.

Il prefetto Cosima Di Stani, a seguito delle aggiornate valutazioni acquisite dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco sulla situazione degli incendi nel territorio di questa provincia, ha invitato tutti i presenti a collaborare con il massimo raccordo possibile per operare il costante monitoraggio delle aree boschive e chiedendo la pronta reperibilità di tutte le componenti, disponendo in tal senso che il convocato CCS sia mantenuto costantemente operativo per tutta la stagione estiva.
In particolare, è stata richiamata l’attenzione sull’avviso straordinario di protezione civile diramato nella giornata di ieri dal Dipartimento regionale della Protezione Civile che prevede per tutti i territori dell’Isola, fino al 6 agosto, uno stato di preallerta e di attenzione, rispetto al quale è stata confermata la più ampia disponibilità della Prefettura a supportare le azioni precauzionali e di intervento poste in essere dagli operatori del settore, al contempo rafforzando - con riferimento agli incendi di natura dolosa - i presidi e i pattugliamenti delle forze dell’ordine nei luoghi storicamente suscettibili di propagazioni incendiarie, al fine di scongiurare iniziative dolose di piromani.

Di Stani ha posto l’attenzione sulla necessità di completare e aggiornare il catasto delle aree percorse dal fuoco con la conseguente applicazione dei vincoli di legge, preannunciando una futura riunione con i sindaci dei Comuni del territorio provinciale, in maniera tale da assicurare una piena e costante azione di prevenzione, che in ragione della vastità dei territori interessati dalle fiamme, alcuni anche in zone montuose e impervie non raggiungibili via terra, ha già visto l’attivazione di concorsi aerei per il tramite del Corpo Forestale della Regione Siciliana e della Sala Operativa Regionale.

Da ultimo, è stata sottolineata l’esigenza che la sinergia tra gli attori intervenuti sia particolarmente incisiva nel caso in cui propagazioni incendiarie di interfaccia possano lambire abitazioni o terreni in prossimità di centri abitati, sì da garantire un pieno coordinamento operativo per le eventuali operazioni di evacuazione a tutela della pubblica e privata incolumità.

L'allarme incendi ha spinto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha chiesto al capo del governo nazionale, Mario Draghi, la dichiarazione dello stato di mobilitazione del servizio nazionale di Protezione Civile. 

La richiesta si è resa necessaria di fronte al grave rischio di incendi dovuto alla eccezionale situazione meteoclimatica che interessa l’Isola. L’eventuale riconoscimento dello stato di mobilitazione determinerebbe un concorso straordinario di risorse extra-regionali sia in termini di uomini sia di mezzi appartenenti ai vigili del fuoco e al volontariato.

Nella mattinata Il presidente Musumeci è stato in contatto con il capo della Protezione Civile nazionale, Fabrizio Curcio, per sollecitare l’adozione del provvedimento. Poco prima, assieme al capo della Protezione Civile regionale Salvo Cocina e al responsabile provinciale Giovanni Spampinato, il governatore ha fatto un sopralluogo nell’area della Plaia di Catania in cui ieri pomeriggio, come è noto, le fiamme partite da terreni incolti hanno distrutto alcuni stabilimenti balneari. 

articolo aggiornato alle 15.15 del 31 luglio 2021

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