Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Lavori per la fibra ottica in via dei Mille, Sandro Penna: “Una nuova cicatrice sulla memoria storica”

Gli scavi hanno frantumando asfalto e l'antico basolato lavico. Al loro posto cemento rosso. L'amarezza del presidente dell’associazione Millevetrine: “Uno sfregio alla cultura e alla decenza, vogliamo sapere se la ditta era obbligata a rispettare e ripristinare i luoghi”

Strade colabrodo e dissestate dopo i lavori della fibra ottica. Ancora proteste a Messina per i disagi legati alle installazioni. Le segnalazioni arrivano stavolta dal presidente dell’associazione Millevetrine, Sandro Penna e riguardano via del Mille.

“Una nuova cicatrice sulla memoria storica di Messina – è lo sfogo del presidente -  Passa la fibra ottica in via dei Mille e in tante altre strade del centro città. Non possiamo che plaudire all’avanzare del progresso grazie alle nuove tecnologie che accorciano il gap strutturale che affligge il meridione d’Italia in generale, Messina in particolare. Ma questo non può avvenire a discapito della storia di questa città, a discapito delle sue bellezze per quanto nascoste”.

Penna ricorda che “la via dei Mille è interamente pavimentata con l’antico basolato lavico, in alcuni tratti lavorato a mosaico, criminalmente coperto negli anni 70 con volgare asfalto. Orbene – continua - la ditta incaricata dei lavori di scavo che coinvolgono i 500 metri della strada, sta scavando la trincea che le serve a raggiungere la profondità ideale per collocavi la fibra frantumando asfalto e basolato lavico, sta conferendo in discarica tutto il materiale demolito, e riempiendo lo scavo con delizioso cemento rosso che non sembra verrà ricoperto con nuovo asfalto. Nessun ripristino dell’esistente, nessuna attenzione prima di rompere, ed è così in tutte le strade nelle quali sono stati effettuati questi lavori”.

L’associazione ha già chiesto conto dell’accaduto al presidente della VI Commissione consiliare Urbanistica Biagio Bonfiglio, il quale prontamente si è reso disponibile a far luce sulla vicenda contattando l’assessore Caminiti che, a sua volta, si adopererà per verificare la corretta esecuzione dei lavori.

“Noi desideriamo sapere se la ditta avesse o meno l’obbligo al rispetto dei luoghi ed al ripristino del prezioso lastricato – scrive Penna -  oppure, se tale obbligo non fosse previsto, chi è il responsabile di progetto che ha scritto o autorizzato un appalto che più che portare progresso, rappresenta un oltraggio alla decenza, un’offesa all’intelligenza e uno sfregio alla cultura di una città martoriata da terremoti e ignoranza. Una cicatrice di 500 metri alla nostra storia, l’ennesima”.

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