Cronaca

Famiglie sfollate per i lavori al viadotto Ritiro, Gioveni: “ I soldi promessi dal Cas non arrivano”

Il consigliere comunale accende i riflettori su chi ha lasciato casa per ragioni di sicurezza: “I tempi slittano, erano stati promessi ventimila euro per una sistemazione provvisoria”

Sono duecento gli sfrattati per la messa in sicurezza del viadotto Ritiro. Fuori casa per due anni e già lo a giugno dell'anno scorso si erano rivolti ad un avvocato. Oggi, a puntare l'attenzione delle famiglie fatte sgomberare è il consigliere Libero Gioveni.

"L'attesa di queste famiglie si fa sempre più lunga - si legge in una nota - interi nuclei familiari costretti per ovvie ragioni a lasciare le loro case a seguito dei lavori di svaro delle campate del ponte autostradale ma le somme promesse a questi cittadini dal Cas, quantificate originariamente in 20.000 euro da utilizzare per trovare una sistemazione abitativa provvisoria, non sono ancora giunte a destinazione”.

“Facile immaginare i disagi per questi nuclei - prosegue il consigliere - che hanno dovuto improvvisamente anticipare queste spese o, per chi non ha potuto, si è dovuto accontentare di richiedere ospitalità verso altri”.

Nelle prossime settimane in cui entreranno nel vivo altre operazioni di svaro e successivo primo varo delle nuove campate, il consigliere Gioveni, così come concordato col vicesindaco Mondello, convochera una seduta della Commissione lavori pubblici alla presenza anche dei vertici del Cas per fare un quadro dello stato d'avanzamento dei lavori e per affrontare anche la delicata situazione di queste famiglie.

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