Militello Rosmarino, il vicesindaco ha un laboratorio di analisi: il tribunale lo dichiara decaduto

Accolto il ricorso di un elettore che contestava l'attività di Antonino Tomasi in convenzione con il sistema sanitario nazionale. Resta invece in carico il sindaco Leotta a cui avevano contesta un abuso edilizio commesso però dal padre

Antonino Tomasi

Aveva uno studio di analisi cliniche convenzionato col sistema nazionale sanitario. Si era dimesso da consigliere comunale pensando di aver sanato l’incompatibilità e invece non poteva comunque ricoprire la carica pubblica.

Decade per questi motivi il vicesindaco e assessore di Militello Rosmarino Antonino Tomasi.

E’ destinato a perdere un pezzo dei vertici amministrativi il comune di Militello  dove il sindaco Salvatore Riotta appena ieri aveva tirato un sospiro di sollievo. Il tribunale civile di Patgi ha infatti respinto un ricorso presentato da un cittadino che ne chiedeva la decadenza per abuso edilizio.

Il sindaco Salvatore Riotta resta invece in carica perché la costruzione abusiva l’ha ereditata dal padre defunto nel 2013 mentre è stato accolto il ricorso contro il vice sindaco Tomasi. Il Tribunale di Patti  in composizione collegiale ha dichiarato la decadenza dando ragione ad un elettore del piccolo centro dei Nebrodi, Domenico Giardinieri, che aveva presentato un esposto in quanto Tomasi è appunto titolare di un laboratorio di analisi chimiche a Rocca di Capri Leone. Tomasi era stato eletto consigliere comunale nel giugno 2008, si era dimesso

dalla carica di consigliere comunale il 16 maggio scorso, dieci giorni dopo la notifica del ricorso.

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Secondo il tribunale il “caso” rientra tra quelli indicati nella Legge regionale N. 31 dell’86 per  cui “dichiara cessata la materia del contendere in ordine alla decadenza dalla carica di consigliere comunale ma ha dichiarato la decadenza dalla carica di assessore-vicesindaco.

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