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Cronaca

"Se dico 'treno' andate da quella parte", gli ultimi istanti prima dell'investimento mortale filmati dal messinese Laganà

Il video girato dal ragazzo durante i lavori sulla linea Milano-Torino. L'ordine di farsi da parte in caso di arrivo del convoglio

"Se vi dico 'treno' andate da quella parte". È quanto si sente in un video inedito girato la notte della tragedia dal 22enne Kevin Laganà, uno dei cinque operai travolti da un treno a Brandizzo, e trasmesso in esclusiva dal Tg1. Il filmato è girato proprio mentre gli operai stanno iniziando i lavori di manutenzione sui binari.

Il video sarebbe stato trovato sul profilo Instagram dello stesso Laganà che non lo aveva ancora pubblicato. Le immagini mostrano volti sorridenti e un'atmosfera rilassata con battute tra gli operai che lavorano. A un certo punto qualcuno che non viene ripreso dice una frase che potrebbe diventare rilevante ai fini delle indagini. "Ragazzi, se vi dico 'treno' andate da quella parte". La voce, per quanto non vi siano certezze in merito, potrebbe essere quella dell'agente di scorta di Rfi che dà istruzioni alla squadra. Poco prima di interrompere il video lo stesso Laganà dice: "Non abbiamo neanche l'interruzione ancora". Eppure le immagini mostrano gli operai già al lavoro sulla linea. Poco dopo il 22enne verrà travolto dal treno insieme ai suoi compagni di lavoro.

Il sospetto degli inquirenti è che iniziare i lavori senza ottenere il nulla osta per l'interruzione della linea fosse quasi una prassi. Un'ipotesi che il filmato in questione sembra confermare. Il video è ora al vaglio della procura di Ivrea. 

Le indagini e l'interrogatorio della teste chiave

Intanto le indagini proseguono. Nelle scorse ore sono stati ascoltati numerosi testimoni, tra cui Vincenza Repaci, la dirigente di movimento che quella notte era operativa alla sala controllo di Chivasso. La donna ha confermato ieri a chi indaga la sua versione dei fatti: "L'ho detto per tre volte: i lavori non dovevano cominciare perché era previsto il passaggio di un treno". Avvertimenti che sarebbero rimasti drammaticamente inascoltati, portando al tragico schianto. 

Le famiglie dei cinque operai deceduti sono state invitate a fornire elementi che possono portare al riconoscimento dei corpi, anche per poter procedere e consentire il nullaosta per i loro funerali. Oltre alle audizioni di testimoni o persone informate dei fatti, i magistrati devono poi compiere accertamenti su tutti i materiali raccolti sul luogo della tragedia o presenti nei dintorni, dalle attrezzature degli operai alla segnaletica di controllo, fino alla documentazione sui lavori su quei binari.

Fonte: Today

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