Venerdì, 30 Luglio 2021

VIDEO | Scuole chiuse ma al Pilone sembra Ferragosto, “Non si può fermare il bisogno di socializzare”

Mentre a Lipari piombano nelle case per fermare una festa di compleanno con poco più di dieci persone e in classe non si torna per paura dei contagi, questo è quello che accade nel tardo pomeriggio a Torre Faro. La città divisa fra chi teme una “strage annunciata” e chi rivendica il bisogno di socialità

Mentre a Lipari piombano nelle case per fermare una festa di compleanno con poco più di dieci persone e le scuole restano chiuse per paura dei contagi, questo è quello che accade nel tardo pomeriggio di oggi a Torre Faro. Musica in spiaggia, panini e due chiacchiere in riva al mare che sembra Ferragosto, anche grazie al clima clemente di questi giorni.

Emerge sempre più drammaticamente l'ipocrisia di misure di sicurezza per contenere la pandemia che sembrano penalizzare alla rinfusa, costringendo a cambiare radicalmente abitudini di vita ma rivelandosi comunque un colabrodo. Video e foto sono state inviate da una lettrice di MessinaToday molto critica rispetto alle “chiusure indiscriminate che rischiano di creare ancora più disagi della pandemia stessa”.

Le preoccupazioni del Comitato Messina Nord, la pro Loco prende le distanze 

Proprio in queste ore il Comitato Messina Nord ha segnalato assembramenti denunciati ai vigili urbani mentre La Pro Loco Capo Peloro comunica di aver ricevuto diversi “messaggi di attenzione e di denuncia circa quanto sta avvenendo questo pomeriggio sulla spiaggia di CapoPeloro”.  “La Pro Loco - si legge nel post - si unisce alle denuncie di disagio dei residenti e prende tutte le massime distanze da questa bizzarra iniziativa. Siamo vicini a tutte le attività commerciali che invece sono costrette, giustamente, a non poter esercitare liberamente per via della pericolosa pandemia”.

“Comunque a me la situazione sembra serena e sotto controllo - spiega chi ha partecipato all'iniziativa - quasi tutti hanno la mascherina, ci sono pattuglie di vigili urbani che perlustrano la zona. Di certo non si può pensare di criminalizzare giovani e meno giovani per il loro bisogno di socializzare. Stare insieme fa parte del un vivere armonico, come soddisfare bisogni primari e nessuno può pensare di fermare questo bisogno ancestrale che fa parte della natura umana”.  Una città dilaniata e divisa fra chi rivendica il bisogno di socialità e chi teme una strage annunciata.

De Luca chiude le scuole, Orlando scrive a Conte

Crescono infatti le preoccupazioni legate alla tenuta del sistema sanitario nell'isola. A queste carenze è vincolata la presa di posizione del sindaco di Messina Cateno De Luca che ha disposto l'ennesima chiusura delle scuole. Oggi anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha scritto al presidente del Consiglio e al governatore Musumeci manifestando la stessa preoccupazione per la situazione in tutta la Sicilia: “Se è vero quanto denunciato circa la mancanza di strumenti fondamentali per la cura dei malati e circa la saturazione dei posti letto, rischiamo che in tutta la Sicilia si vada verso una strage annunciata - ha detto Orlando - Se è vero che nei pronto soccorso manca l'ossigeno e che nei reparti ospedalieri si è cominciato a scegliere 'quali pazienti provare a salvare e quali no', si prefigurano scenari da 'medicina di guerra' che, quali che ne siano i risultati e per quanto possa essere mastodontico l’impegno degli operatori medici e sanitari, porterà comunque una lunga lista di lutti e tragedie umane e sociali".

Razza: “Contento se il ministero vorrà inviare non uno ma cento ispettori”

Sulla valanga di accuse legate alle scelte e l'organizzazione del sistema Sanità in Sicilia, anche replica dell'assessore alla Salute Ruggero Razza: “In tutto il mondo ed in ogni Regione d’Italia in queste ore si assiste alla crescita dei contagi, alla crescita dei ricoveri e al diffondersi dell’epidemia - scrive Razza - In questi momenti dovrebbe esserci una responsabilità diffusa ed invece proliferano polemiche. Se il ministero della Salute vorrà inviare non uno ma cento ispettori in Sicilia sarò io il più contento. Anzi lo auspico. Non temiamo il controllo del nostro lavoro, ma questo spirito diffuso del ‘tutti contro tutti’ non è neppure rispettoso nei confronti di tanti operatori che in queste ore affrontano con abnegazione la propria missione di medici, infermieri, operatori. Il mondo sta vivendo la più grande emergenza sanitaria degli ultimi 100 anni - conclude -  Per qualcuno è ordinaria amministrazione. Vorrei potesse essere davvero così. Ma non lo è”. 

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