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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca Villafranca Tirrena

Salute, cetacei e logistica: da Villafranca i dubbi di chi non vuole il Ponte

La nota di Orizzonte Comune dopo l'assemblea dedicata al progetto dell'opera che avrà ricadute anche nel paese tirrenico. L'appello al sindaco: "Difenda il territorio"

Dall'impatto dei pontili sui cetacei alla salute pubblica, passando per le operazioni di scavo e i disagi legati ai cantieri. Su questi punti aleggiano i dubbi di Orizzonte Comune, il movimento che ha acceso i riflettori sulle ricadute che avrà Villafranca Tirrena durante la costruzione del ponte sullo Stretto. Stamane un'assemblea con il sindaco Giuseppe Cavallaro a pochi giorni dall'apertura della Conferenza dei Servizi. E a margine dell'incontro la nota del Movimento che invoca la difesa del territorio.

"Non ci siamo, Sig. Sindaco. Non ci siamo proprio. L’Assemblea di questa mattina ci lascia completamente insoddisfatti. Insoddisfacenti sono anche le Osservazioni da voi presentate, come si è rilevato nel dibattito che si è sviluppato. Tante domande irrisolte che andavano portate all’attenzione della Conferenza dei Servizi di martedì. Ecco perché abbiamo sostenuto che questa assemblea si è tenuta in grosso e colpevole ritardo, stante il fatto che voi eravate informati di tutto già dal 24 Febbraio 2024. E stante anche il fatto che, come rilevato durante la discussione, è dal 2012 che si parla di aree di cantiere per il Ponte tra Villafranca Tirrena e Saponara. Se la discussione si fosse aperta prima, si sarebbero potuti prendere spunti per ulteriori osservazioni che sono state avanzate durante l’assemblea di oggi. Come, ad esempio, la legittima domanda posta dall’Ing. Saccà sulla necessità di avere gli esiti dello studio sui cetacei, prima della costruzione del pontile e su come varierebbe il trasporto dei materiali di scavo, qualora non si possano installare i pontili. Ci sarebbe un trasporto su gomma? Nessuna risposta, ovviamente, ad un quesito neanche posto, evidentemente. A poco, pochissimo, giova, ce lo faccia dire adesso, visto che ci ha tolto la parola durante l’assemblea con un atteggiamento istituzionalmente scorretto, lo spostamento dell’area di cantiere per la lavorazione delle terre di scavo dei cantieri principali del Ponte dalla zona tra Villafranca e Saponara alla zona lungo il Torrente Gallo. Sposteremmo il disagio da una zona del paese all’altra".

"Fatto ancora più grave la totale assenza di attenzione specifica sulla salute pubblica. Arriveranno a Villafranca quasi due milioni di materiali di scavo che verranno trasportati dalla costa alle cave o alle zone di lavorazione, siano esse a est o a ovest del nostro paese e che, inevitabilmente, aumenteranno il livello di inquinamento atmosferico in un paese già provato in termini di salute pubblica a livello di patologie respiratorie, sia per i trascorsi industriali che ha Villafranca, sia per le condizioni produttive attuali. Il Progetto Ponte non ha fornito alcuno studio sulla attuale situazione relativamente alla salute pubblica e quindi nessuna valutazione dei rischi e delle conseguenze di tali lavorazioni. Esistono osservazioni ben circostanziate sull’argomento che potevano essere prese in considerazione e adeguate alle nostre condizioni. Non una parola nelle osservazioni da voi predisposte, su questo tema che riteniamo il più importante anche in prospettiva futura".

"E non ci siamo neanche sullo scopo che si è voluto dare a tali osservazioni: si è giocato al “ribasso”, soprattutto quando si è dichiarato di aver voluto trovare nella osservazione sullo spostamento del cantiere una soluzione “accettabile” per la Società Stretto di Messina, altrimenti neanche prendevano in considerazione l’osservazione. Gravissimo errore di metodo o strategia? Perché se si ritiene, come lei ha detto, che il territorio sarebbe devastato dall’installazione di quei cantieri - e in considerazione delle gravi conseguenze in termini di inquinamento ambientale e atmosferico - e, quindi ancora, di inestimabili conseguenze sulla Salute Pubblica, non si capisce il perché lei si mostri così remissivo nel proporre tali osservazioni e, ci consenta di dirlo, così colpevolmente in ritardo nel coinvolgimento della cittadinanza in questa vicenda. Questo sarebbe il grave errore di metodo, tra l’altro confermato da un vostro tipico modus operandi che tende a “silenziare” l’opinione pubblica. Se fosse, invece, una strategia - come sul finire della riunione ci è sembrato di cogliere - sarebbe ancor più grave. Il riferimento a mirabolanti opere compensative per farsi “ripagare” dalla devastazione (probabilmente irreversibile) del nostro territorio ha in sé un cinismo e un imbarbarimento che sono inconcepibili se associati a chi dovrebbe difendere il proprio territorio e la salute dei propri concittadini, essendo anche la massima autorità sanitaria e avendone la principale responsabilità. E su questo citiamo quanto proposto dall'ingegnere Francesco Coiro, ovvero che le opere compensative dovrebbero essere realizzate prima dell'apertura dei cantieri e dovrebbero avere l'obiettivo di proteggere il territorio dall'impatto ambientale di cui abbiamo già lungamente parlato. La Salute pubblica, la vivibilità del nostro paese, così come l’integrità ambientale del nostro territorio non si possono negoziare con nessuna opera compensativa. Se questa è la sua strategia, qualsiasi sia il “prezzo” che riesce a strappare sappia che non varrà il rischio di inquinare oltre quanto non lo sia già, il nostro territorio, le nostre falde acquifere, il nostro mare. È  per questi motivi che ribadiamo la nostra richiesta di opporsi in modo netto a questo progetto del Ponte, a partire dalla Conferenza dei Servizi di martedì e a questi cantieri di lavoro che dovrebbero aprirsi nel nostro territorio. Su questa strada siamo pronti ad esserle a fianco per la difesa del nostro territorio e della Salute Pubblica. Viceversa, sarà responsabile dei disastri che i cantieri, per sua stessa ammissione, provocheranno al nostro territorio… opere compensative “nonostante”! Noi, per quello che possiamo, saremo accanto ai tanti cittadini che vogliono battersi in difesa del territorio e utilizzeremo qualunque strumento a nostra disposizione per opporci".

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