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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Sinagra

Il dolore della famiglia Franchina, anche lo zio di Vincenzo morto in un incidente sul lavoro

Si chiamava Leone e nel 1987 a Sinagra era rimasto folgorato da una scarica elettrica. A Messina flash mob in mattinata d Cgil e Uil

Il destino di morire sul lavoro ha segnato la famiglia Franchina. Anche uno zio del povero Vincenzo, si chiamava Leone, elettricista, è rimasto vittima di un incidente a soli 27 anni nel 1987 mentre lavorava a Sinagra e venne folgorato da una scarica elettrica. La comunità dei Nebrodi sconvolta dalla morte di Vincenzo è tornata indietro nel tempo ricordando Leone Franchina dopo l'esplosione alla Centrale idroelettrica di Suviana. 

Sinagra a lutto per Vincenzo Franchina

Vincenzo Franchina, 36 anni, ha perso la vita due giorni fa nella strage sul lavoro di Suviana. Aveva lasciato Sinagra per andare a vivere Genova dove viveva con la moglie e la figlia di pochi mesi. Il sindaco di Sinagra Nino Musca ha proclamato il lutto cittadino. 

Oggi alle 10 a piazza Unione Europea il flash mob di Cgil e Uil contro le morti sul lavoro. 

Sono ancora molte le cose che non sono state chiarite sull’incidente della centrale idroelettrica. Per provare a capire le cause dell’esplosione, BolognaToday ha contattato alcuni esperti. La professoressa Cristiana Bragalli, docente di Costruzioni idrauliche e marittime e Idrologia del dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali - DICAM Università di Bologna, ha detto che “è veramente difficile immaginare cosa sia successo, perché non c’è uno storico di incidenti sulle centrali idroelettriche. I disastri che ricordiamo a memoria sono spesso riconducibili ad altri fattori, come Gleno, al Vajont. I cortocircuiti possono accadere, ma un’esplosione è un’altra cosa”.  

“Difficile giustificare che un cortocircuito possa generare immediatamente un’esplosione, un incendio può essere spento dai sistemi di sicurezza. Un’esplosione è differente”, aggiunge. Le prime ipotesi hanno riguardato un cedimento dei turboalternatori, o di un possibile cortocircuito, ma come detto ancora non c’è chiarezza. 

Un’altra cosa che ancora non è stata chiarita è da dove effettivamente l’acqua stia entrando, cosa che al momento rappresenta forse il principale ostacolo per la ricerca dei dispersi, dei quali è ancora difficile ipotizzare l’esatta localizzazione. Infine, come ha sottolineato il segretario della Cgil di Bologna Bulgarelli, non sono chiari gli inquadramenti delle persone impiegate nella centrale idroelettrica. Dai primi riscontri, sembra che dieci lavoratori su dodici fossero impiegati in ditte esterne.

Intanto, nella serata di mercoledì, Enel Green Power ha annunciato di aver stanziato due milioni di euro "per consentire alle persone coinvolte e alle loro famiglie di far fronte alle prime necessità e urgenze". Fin dalle prime ore dell'accaduto, aggiunge, Enel Green Power "si è adoperata per fornire assistenza attraverso l'invio sul posto e presso gli ospedali dove sono ricoverati i feriti di un team di psicologi, la messa a disposizione di camere d'albergo e sostegno logistico per i nuclei famigliari coinvolti. Enel Green Power sarà vicina in ogni modo ai feriti e alle famiglie delle vittime".

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