Cronaca

Violenza sulle donne, negli ultimi mesi aumento del 50% delle chiamate ai centri di ascolto

Il dato emerge dalla riunione fra la consigliera provinciale di Parità, le referenti dei Centri, le associazioni a tutela delle donne con la prefetta Cosima Di Stani. Durante il lockdown erano diminuite le richieste di aiuto. Emerse criticità sulla carenza di strutture per le vittime di violenza

Durante il lockdown le richieste d'aiuto da parte delle donne vittime di violenza erano diminuite, mentre negli ultimi mesi sono aumentate del 50% rispetto allo scorso anno. A dirlo è stata la riunione, presieduta dalla prefetta Cosima Di Stani e la consigliera provinciale di Parità e le referenti dei centri e delle associazioni antiviolenza. Per l'attività di prevenzione e contrasto alla violenza di genere è stato siglato nel 2018 un Protocollo generale d’intesa interistituzionale.

Nel corso della riunione, sono stati analizzati i dati pubblicati dal Ministero dell’Interno sulla “Violenza di genere e omicidi volontari con vittime le donne” nel periodo gennaio – giugno 2020 e  gennaio - maggio 2021, prendendo in considerazione le fattispecie delittuose riconducibili ai reati spia della violenza di genere: atti persecutori, maltrattamenti contro familiari e conviventi e violenze sessuali.

Particolare attenzione è stata posta anche rispetto ad alcune criticità, tra le quali la carenza di strutture per la collocazione in emergenza delle donne vittime di violenza, i ritardi afferenti i termini del percorso di recupero cagionati anche dalla mancanza di lavoro derivante dalla crisi economica seguente alla pandemia ancora in atto.

A tali problematiche, secondo quanto emerso nel confronto tra i partecipanti, si sono aggiunte ulteriori nuove richieste molto delicate e difficili da gestire per una serie di concomitanze riconducibili sia all’aspetto socio-economico sia alla mancata consapevolezza delle vittime che, frequentemente, fanno fatica a riconoscere atteggiamenti e comportamenti violenti nell’ambito dell’ambiente domestico.

Da ultimo, è stata evidenziata la necessità di riavviare i percorsi di formazione e di informazione continua anche negli istituti scolastici ed agire sulla prevenzione e sensibilizzazione dei ragazzi.

A conclusione di questo primo incontro, il Prefetto ha anticipato che incontrerà, prossimamente, il Gruppo di lavoro “Metodologie per conoscenza fenomeno e pubblicizzazione risorse esistenti”, composto da rappresentanti della Città Metropolitana di Messina Ente Capofila, dei Servizi Sociali del Comune di Messina, dell’ Asp di Messina, Questura, Arma dei Carabinieri, Università degli Studi di Messina, Ufficio Scolastico Provinciale, Ordine dei Giornalisti e Ce.DAV., per continuare a condividere ogni strategia utile a contrastare e prevenire la violenza di genere nel territorio.

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