Cronaca

Giallo di Caronia, i consulenti: "Individuare le tracce di chi ha spostato i corpi di Viviana e Gioele"

Le richieste alla Procura del team di esperti nominato dalla famiglia Mondello. Disposti nuovi accertamenti su un sasso recuperato lo scorso agosto a Caronia. Ma i consulenti ribattono: "Convocati in ritardo, non potremo partecipare ai rilievi di cui non conosciamo nulla"

Chi ha spostato i corpi di Viviana e Gioele ha sicuramente lasciato tracce. Ne sono convinti i consulenti della famiglia Mondello che, in nuovo summit per fare il punto sulle indagini fin qui condotte, hanno sottolineato l'esigenza di individuare la "combinazione criminale" che avrebbe agito nel bosco di Caronia a poche ore dalla morte di mamma e figlio. Il pool coordinato dal criminologo Carmelo Lavorino e dal medico legale Antonio Della Valle, riflette sulle "tracce visive, comportamentali, esecutive, testimoniali, telematiche, personali e di altra tipologia. Tracce da collegare agli interessi della traslazione dei corpi, alle possibilità-opportunità-capacità di fare quello che è stato fatto, alle speciali caratteristiche organizzative, caratteristiche, territoriali ed esecutive".

Gli esperti hanno fin qui raccolto ulteriori elementi per confermare la ricostruzione messa nero su bianco lo scorso 30 marzo e depositata in Procura. Secondo le risultanze, Viviana e Gioele sarebbero morti in seguito a una precipitazione dopo essere caduti o fatti cadere all'interno di una cisterna con almeno cinquanta centimetri d'acqua. Solo dopo i cadaveri sarebbero stati tirati fuori e trasportati sul luoghi dei rispettivi ritrovamenti.

Intanto, continua il cortocircuito tra gli inquirenti e gli stessi consulenti, convocati giovedì 8 aprile per presenziare a degli accertamenti irripetibili su un sasso repertato lo scorso 12 agosto a Caronia. Ma Lavorino e Della Valle denunciano la tardiva comunicazione da parte della Procura e l'impossibilità ad organizzare il viaggio in pochissimo tempo. "Se entro  venerdì 9 aprile non abbiamo risposta siamo costretti a non partecipare, e questo è un ostacolo alla parità dei diritti dei consulenti. Occorrono collaborazione, comunicazione e concertazione fra i consulenti del Pm e quelli delle persone offese. Ci sembra molto originale, un po' inopportuno e molto illogico dal punto di vista della pianificazione e del coordinamento - ha detto Lavorino - che tale convocazione ci sia stata comunicata senza un preavviso di almeno due settimane, ma all'ultimo momento e, guarda caso, la sera del venerdì Santo, così come ci sembra strano che chi ha organizzato tale evento, di fatto ci dava solo due giorni di tempo (6 e 7 aprile...) per organizarci: qui il principio della diffidenza razionale ci sta tutto".

Lavorino e Della Valle puntano poi il dito sullo stesso accertamento tecnico oggetto della convocazione. "Altro aspetto strano è che noi si vada ad assistere ad accertamenti tecnici irripetibili a spizzichi e bocconi senza conoscere origine, ubicazione, interrelazione, parametri e descrizione di tali reperti con tutti gli annessi e connessi, nonostante da mesi stiamo chiedendo tutti i verbali di rinvenimento. Come si fa a pianificare la partecipazione a un accertamento tecnico irripetibile dove noi dovremmo fornire delle indicazioni di lavoro se non conosciamo la materia del 'contendere', le modalità del rinvenimento del reperto, le caratteristiche generali e particolari dello stesso e la sua contestualizzazione? Proponiamo ancora una volta che si faccia congiuntamente agli Inquirenti un piano di lavoro per tutti i reperti (che sono centinaia), altrimenti rischiamo decine di viaggi senza sapere nemmeno di cosa stiamo parlando. Un piano di lavoro coordinato anche con noi che distiamo dalla Sicilia un bel po' e che, come gli altri colleghi, abbiamo altri impegni "documentati e non". Del resto, con tali avvisi all'ultimo momento e facendoci agire al buio, si annientano il valore, il ruolo e l'utilità dei Consulenti tecnici della persona offesa. Ed è buona norma che il calendario dei lavori lo si faccia tutti assieme, cosa che non è accaduta. Con grande rammarico ed enorme rincrescimento dichiaro che è la prima volta che mi capita di assistere a situazioni così forti di non collaborazione fra le Parti, dove a noi Consulenti della Persona offesa si nega la conoscenza di elementi fondamentali, si nega la possibilità di usare strumentazione Laser 3d non invasiva, si avvisa all'ultimo momento di eventi previsti molto tempo prima, quindi un ritardo immotivato e inaccettabile, sconclusionato e irriverente. Ovviamente il principio della diffidenza razionale mi fa pensare, con un pizzico d'ironia andreottiana, a dispettucci e sgambetti travestiti da inutili allungamenti burocratici o che ci si vuole rendere la vita difficile perché ci siamo permessi di “criticare e le indagini” e dichiarare che sono stati commessi diversi errori, che la ricerca della verità a scopi di giustizia è sempre e comunque rallentata da passioni, sentimenti ed emozioni, dalle 'secrete cure' e del fattore umano. Ovviamente abbiamo comunicato agli avvocati Claudio Mondello e Pietro Venuti quanto accaduto ed abbiamo rappresentato agli stessi le nostre rimostranze".

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