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"Ylenia e Daniela non erano amiche": nuove rivelazioni sulla morte della 26enne

I legali della famiglia respingono con certezza che la giovane avesse problemi di droga. In discussione la ricostruzione della 34enne con cui ci sarebbero stati già precedenti dissapori. Domani la possibile convalida del fermo nel giorno dei funerali

Tra Ylenia e il suo presunto assassino Daniela Nicotra c'era un rapporto burrascoso già da diverse settimane. E' quanto emerge dalle indagini sulla tragica morte della 26enne messinese, avvenuta lo scorso 10 dicembre nel quartiere San Cristoforo di Catania. Tutto sarebbe quindi nato da vecchi dissapori tra la ragazza messinese e la donna, precedentemente legate da un rapporto di amicizia che si era ormai interrotto da tempo. Elemento già all'attenzione degli inquirenti in vista della possibile convalida del fermo, prevista per domani, nei confronti di Daniela Nicotra, attualmente in carcere dopo aver confessato l'aggressione. 

La famiglia della giovane respinge con forza l'iniziale ricostruzione resa agli inquirenti dalla 34enne  che aveva detto, durante il primo interrogatorio in Questura, di aver colpito Ylenia per evitare che continuasse a drogarsi. La madre di Ylenia Nunziatina Giorgio Piluso, tramite i suoi legali Vittoria Santoro e Domenico Rizzotti, ha lanciato l'appello a non dipingere la figlia come una poco di buono e si dice pronta ad affermare in tutte le sedi che la ragazza non aveva alcun problema di droga. Anche quella sera secondo i legali, Ylenia era assolutamente sobria e quanto raccontato dalla Nicotra sarebbe solo un maldestro tentativo di crearsi delle attenuanti.

Sulle cause del decesso, il medico legale di parte Fabrizio Perri, ha confermato, secondo i riscontri effettuati, che la ragazza è morta a causa della coltellata. Un taglio di due centimetri, sufficiente però a recidere la vena giugulare e a farle perdere i sensi poco dopo essere salita in macchina. Ylenia ha avuto solo il tempo di dire all'amica che l'accompagnava in ospedale: "Aiuto, brucia, sto male".

Anche sul riscontro degli esami tossicologici, effettuati sul cadavere della 26enne, così come sull'assistenza sanitaria ricevuta all'ospedale Garibaldi si attende chiarezza.  Intanto, la polizia continua ad indagare sugli ultimi istanti di vita della 26enne e su chi quel giorno era al suo fianco. Potrebbe essere decisiva la testimonianza della ragazza che ha trasportato Ylenia in ospedale. Raccoglieranno ulteriori informazioni anche i legali della famiglia che nei prossimi giorni torneranno a Catania. Con loro anche la mamma di Ylenia che dopo i funerali, fissati per lunedì 14 dicembre, potrà recuperare gli effetti personali dalla casa in cui la figlia viveva fino a pochi giorni fa. 

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