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Morte Ylenia Bonavera, al setaccio pc e cellullare della 26enne: dubbi sulla premeditazione

Le indagini sulla tragica lite dello scorso 10 dicembre a Catania. Nuovo vertice in Procura con la nomina di un perito informatico. Occhi puntati su chat, telefonate e messaggi nelle ultime ore di vita della ragazza

Proseguono le indagini sulla tragica fine di Ylenia Bonavera, la 26enne messinese morta lo scorso 9 dicembre in seguito ad una lite a Catania. La Procura etnea nominerà nelle prossime ore nominerà un perito informatico che avrà il compito di analizzare  il cellullare e il pc della ragazza con lo scopo di trarre elementi utili alle indagini, anche attraverso il recupero di sms, chat cancellate e dati memorizzati sui social network. Gli inquirenti vogliono ricostruire con esattezza gli ultimi giorni di vita di Ylenia, mappando tutti i contatti e acquisendo dati che potrebbero offrire nuovi spunti. 

Gli avvocati della famiglia, Vittoria Santoro e Domenico Rizzotti, hanno avviato intanto un'indagine parallela a quella della Procura, acquisendo elementi e testimonianze. I legali vogliono infatti dimostrare, attraverso la deposizione di una memoria, l'eventuale premeditazione dell'omicidio per il quale è indagata Daniela Nicotra tutt'ora rinchiusa nel carcere di piazza Lanza dopo la convalida del fermo. Resta da capire se le due ragazze, quella drammatica sera, si siano incontrate per caso nel quartiere San Cristoforo o se la 34enne possa aver seguito Ylenia con lo scopo di aggredirla. Tra le due, secondo quanto confermato anche dalla stessa madre della ragazza, i rapporti erano burrascosi da alcune settimane e non è ancora chiaro perché quella sera la Nicotra avesse con sé un coltello da cucina utilizzato durante la lite. 

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