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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Sicilia a grandi passi verso la zona arancione, le regioni in bilico dal 24 gennaio e l'incubo zona rossa

Se non cambiano a breve le norme del sistema a colori, tra lunedì prossimo e quello successivo (31 gennaio) mezza Italia finisce nello scenario intermedio. E dove si rischia di più avvertono: "Sarebbe una tragedia per l'economia"

Zona rossa, arancione, gialla e bianca: il sistema di colori delle regioni si può rivedere.. Qualcosa cambierà a breve, lo hanno ammesso tra le righe gli stessi Locatelli e Speranza. Il pressing delle Regioni è continuo. Ma se non cambiano a breve le norme, a fine gennaio la zona arancione è una certezza per molti territori, perché se il picco dei casi delll'ondata Omicron sembra all'orizzonte e la crescita rallenta, il picco dei ricoveri e dei decessi arriva in seguito. Quindi più di qualche regioni finirà in zona arancione dal 24 gennaio. Vediamo quali. 

Le regioni in zona arancione dal 24 gennaio 2022

Se entro fine gennaio le cose probabilmente cambieranno, a meno di un rallentamento brusco di Omicron (che in parte già si intravede, nonostante i numeri drammatici del bollettino di ieri 18 gennaio, conseguenza anche di alcuni riconteggi di Puglia e Sicilia con dati di giorni precedenti) mezza Italia rischia di finire in zona arancione già il 24 gennaio 2022 o al massimo l'ultimo giorno del mese, lunedì 31. Se da oggi in zona arancione c'è solo la valle d'Aosta, da lunedì prossimo e poi da lunedì 31 rischiano in diverso modo - alcune regioni di più, altre di meno - Piemonte, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Veneto, Abruzzo, Lazio, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia, Liguria, Calabria e provincia di Trento. Decisivi saranno i dati di domani, giovedì 20 gennaio.

Ieri in Italia i ricoveri in intensiva sono calati (-2) e quelli ordinari sono invece saliti (+220). E così cresce il numero di Regioni che rischiano di finire arancione. Per ora in quel colore c’è solo la Valle d’Aosta, che ha chiesto una deroga per evitare la zona rossa (il tempo per un decreto eventualmente c'è), che per il presidente Erik Lavevaz sarebbe una "tragedia", visto che ci sono ancora settimane di stagione sciistica in calendario, vitali per l'economia locale. La Regione oggi ha il 57% di occupazione dei letti ordinari e il 24,2% delle intensive con malati Covid. Se arriva al 30 può entrare nello scenario con più restrizioni. Il paradosso, secondo le forze politiche locali, potrebbe essere quello di trovarsi nella fascia con maggiori restrizioni per poi vederle venir meno magari una settimana dopo, con il sistema delle zone completamente rivisto. Zona rossa significherebbe chiudere gli impianti di risalita in un momento in cui c'è un po' di ripresa nel settore sciistico rispetto all'anno scorso. Per il 24 gennaio il pericolo è scampato, per il 31 gennaio ancora no.

A ieri avevano invece superato le soglie della zona arancione Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Sicilia, l’Abruzzo è sul filo di lana. La cabina di regia però terrà conto dei dati di domani e quindi qualcuno potrebbe ancora riuscire ad evitare il passaggio di colore. Rischiano - ma forse solo dal 31 gennaio - anche le Marche e Provincia di Trento. Sono messe leggermente meglio Calabria, Liguria e Toscana.

Tre grandi regioni come Lazio, Lombardia e Veneto rischiano la zona arancione dal 31 gennaio con le norme attuali. 

Tutto potrebbe essere superato e messo nel cassetto se i tecnici del ministero e quelli delle Regioni - che si riuniranno a breve - decideranno o di togliere tout court il sistema colori oppure comunque di calcolare in modo diverso i ricoveri, cambiando del tutto le carte in tavola. D'altra parte ci sono solo 3 differenze minime nelle attività consentite fra zona bianca/gialla e arancione, come dimostra l'agile (si fa per dire, sono 11 pagine che potrebbero essere sintetizzate in tre righe) tabella che le autorità sanitarie hanno architettato per la consultazione delle regole del sistema a colori. 

Scarica la tabella (in pdf) con le attività consentite in zona gialla e arancione con e senza Green Pass

Cosa cambia in zona arancione

Una regione va in zona gialla con incidenza oltre i 50 casi ogni centomila abitanti, 15 per cento di posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti ordinari, e 10 per cento di posti letto occupati nelle terapie intensive Covid. Per la zona arancione, incidenza superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti, 30 per cento di posti letto occupati nei reparti ordinari e 20 per cento nelle terapie intensive. Per la zona rossa, incidenza sempre superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti, 40 per cento di posti letto occupati nei reparti ordinari e 30 per cento nelle terapie intensive.

La differenza tra zona gialla e bianca non c'è più, ormai da tempo. E' in zona arancione in parte, ma poi soprattutto in zona rossa, che le cose cambiano sul serio. Nella zona bianca, gialla e arancione sono quasi completamente identiche le regole per i vaccinati. In zona bianca e gialla chi non ha un Super Green Pass ha le stesse limitazioni. In zona arancione rispetto alla zona gialla qualcosina cambiava fino a ieri: serviva il Super Green Pass per comprare lo skipass, per i negozi nei centri commerciali nei festivi e prefestivi (eccetto alimentari, edicole, librerie, farmacie e tabacchi), per cenare al ristorante (anche in albergo) anche all'aperto, per le piscine all'aperto, per gli spogliatoi delle palestre, per fare sport di contatto al chiuso e all'aperto, per tutte le feste nei locali dopo cerimonie, per accedere a centri culturali, centri sociali e ricreativi all'aperto. Ma il nuovo decreto-legge del 29 dicembre dal 10 gennaio applica anche alla zona bianca e gialla l’obbligo di certificato "super" per queste attività, tranne in due specifici casi: l’accesso ai negozi presenti nei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (esclusi alimentari, edicole, librerie, farmacie e tabacchi) e l'accesso agli spogliatoi.

Per moltissime altre attività serve il Super Green Pass in zona bianca, gialla, arancione: non ci sono differenze vere col sistema a colori.

In zona arancione però gli spostamenti dal proprio comune con oltre 5mila abitanti con mezzo proprio verso altri comuni o fuori dai confini di Regione/PA richiedono green pass semplice, oppure motivi di lavoro, necessità, salute, o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune. Invece non vi è alcun limite di spostamento in zona gialla. La differenza principale rimasta in piedi tra zona bianca-gialla e quella arancione è dunque la regola degli spostamenti al di fuori del proprio comune per i non vaccinati (che possono comunque uscire dal comune, per lavoro, per il vasto e mai chiarito fino in fondo campionario di "necessità", e motivi di salute). La zona arancione è ipoteticamente foriera di restrizioni vere per centinaia di migliaia di persone in ogni regione, e i presidenti si stanno muovendo per evitare lo scenario.

Ma da lunedì non sono certo serrati, per usare un eufemismo, i controlli per assicurarsi che chi esca da Aosta (l'unico capoluogo in zona arancione) abbia Green Pass Base o motivo di necessità.

E' solo la zona rossa quella in cui sono ancora eventualmente vigenti le regole dell'inverno 2020-2021. Scattano in quel caso le chiusure, con coprifuoco e limitazioni agli spostamenti per tutti. Bar, ristoranti, negozi, palestre, cinema, teatri e musei chiusi per tutti, anche se si è vaccinati. In zona rossa non si può uscire dal Comune di residenza se non per motivi di lavoro, necessità o urgenza. Ristoranti e bar sono chiusi, consentito soltanto l’asporto e la consegna a domicilio. Restano chiusi tutti i negozi ad esclusione di quelli con codice Ateco consentito, in particolare alimentari, supermercati, farmacie, edicole, tabaccherie e abbigliamento per bambini. In tutti i casi i trasporti sono sempre aperti e accessibili, ma con Green Pass.

"Resti solo la zona rossa"

"Ora che c'è il super green pass e lo scenario è cambiato che senso hanno ancora i colori delle Regioni?", si domanda il sottosegretario alla Salute Andrea Costa (Noi con l'Italia) in una intervista al Corriere della Sera nella quale spiega che "bisogna avviare con le Regioni un percorso per il loro superamento. Dobbiamo ricordarci come è nato quel sistema. In tempi nei quali il crescere del contagio rendeva necessario porre in atto limiti alla libertà generalizzata".

Il contagio non preoccupa più? "Sì, ma sono state messe a punto misure più restrittive e puntuali. C'è il super green pass e la semplificazione. E c'è una platea del 90 per cento di vaccinati. Di fronte a questo il sistema dei colori generalizzati non ha più senso. L'unico criterio che deve rimanere è quello della zona rossa". Non è pericoloso? "Ne ho parlato con qualche interlocutore nel comitato scientifico e condividono. Bisogna semplificare e agevolare. Anche sulla scuola. Ad esempio quando parliamo di contagiati asintomatici, dopo 10 giorni di Dad, che bisogno c'è di chiedere anche il tampone per il rientro in classe?". Eliminerebbe il test antiCovid? "Solo per gli asintomatici dopo la quarantena. Questo permetterebbe di alleggerire i tamponi almeno del 50%. E semplificherebbe il lavoro a presidi e personale delle scuole".

I colori delle regioni oggi

In base alle disposizioni nazionali in vigore per il contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19 e alle ordinanze del Ministro della Salute, da lunedì 17 gennaio si applicano le misure previste:

  • per la zona bianca a Basilicata, Molise, Puglia, Sardegna e Umbria;
  • per la zona gialla ad Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Veneto e alle Province autonome di Trento e di Bolzano;
  • per la zona arancione alla Valle d’Aosta.

Fonte: Today.it

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