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"Sviluppo e nuovo lavoro possono arrivare dalla svolta green”, al via a Milazzo il congresso della Fai Cisl

I lavori sono stati aperti dalla relazione della segretaria generale della Fai Cisl Messina, Sabina Barresi, che ha evidenziato l’urgenza del ricambio generazionale in particolare nei settori agricoli. Il monito e gli obiettivi della segreteria generale

Ha preso avvio questa mattina il VII Congresso provinciale della Fai Cisl di Messina, con la partecipazione del segretario generale nazionale Onofrio Rota (in collegamento video per tutti i lavori) e la presenza della segretaria nazionale Raffaella Bonauguro, del segretario regionale Adolfo Scotti e del segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi.

I lavori sono stati aperti dalla relazione della segretaria generale della Fai Cisl Messina, Sabina Barresi, che ha evidenziato l’urgenza del ricambio generazionale in particolare nei settori agricoli.

VIDEO | "Occorre un nuovo modello industriale legato all'agroalimentare”, Alibrandi sulle opportunità del territorio

«Il lavoro agroalimentare – ha detto - e? stato investito di una nuova attenzione proprio durante la pandemia. Tutta la collettività ha preso coscienza di quanto essenziali fossero i lavoratori che garantiscono il cibo sulle tavole degli italiani. Così, il settore e? stato riconosciuto come ambito assolutamente essenziale e quindi le aziende di produzione, trasformazione e commercializzazione alimentare non si sono mai fermate. Si tratta di un riconoscimento importante anche per i lavoratori». Ma proprio in questi settori c’è sempre la piaga dello sfruttamento. «Secondo le stime ministeriali – ha sottolineato Barresi - il lavoro irregolare in agricoltura si attesta su un valore di circa il 18,4%, quindi superiore al tasso medio di irregolarità del 15,5% riferito al totale dei settori economici nazionali. Oltre 400mila lavoratori sono sfruttati nei circuiti del caporalato, l’80% di loro e? di origine straniera».

Sviluppo e nuovo lavoro devono essere l’obiettivo da porsi a breve termine.

«Il rischio, altrimenti, - ha continuato - è quello di una desertificazione non solo economica, ma anche sociale e culturale. Le distanze dal resto d’Europa stanno aumentando e non leggiamo alcun dato in controtendenza. Il Sud, la Sicilia e naturalmente Messina pagano la mancanza di infrastrutture di mobilità che consentano a chi opera commercialmente e industrialmente in queste aree di potersi presentare in maniera competitiva sul mercato globale».

La segretaria generale della Fai Cisl Messina ha quindi evidenziato l’importanza che la sostenibilità ambientale ha acquisito nei processi produttivi di tutti i settori, ma anche tra gli attori politici e la società hanno compreso i rischi del cambiamento climatico.

Guardando al territorio messinese, sottolineata l’importanza del rinnovo del contratto provinciale siglato appena qualche giorno fa. È fondamentale per gli operai agricoli e florovivaisti di Messina perché così si è valorizzato le specificità dei lavoratori e le relative retribuzioni con un incremento dell’1,7%, un maggiore monitoraggio e controllo dell’applicazione di tutte le norme sulla sicurezza, ambiente e lavoro, per permettere di poter di creare a livello provinciale la rete di lavoro di qualità. Fondamentale anche la visione sul mondo del lavoro femminile con la previsione della costituzione della Commissione Provinciale per le “Pari Opportunità”, e una maggiore attenzione per quanto riguarda l’affidamento a terzi di fasi lavorative, attraverso la comunicazione all’Ebat di Messina della stipula del contratto».

Illustrato agli ospiti un percorso attraverso le eccellenze messinesi, dai salumi dei Nebrodi ai formaggi, dall’olio all’ortofrutta, il miele, gli agrumi, la frutta secca, il florovivaismo.

Ma la relazione ha toccato tutti i settori di tutela della Fai, anche la pesca ed i forestali che da troppi anni hanno mantenuto nella precarietà migliaia di lavoratrici e lavoratori. «Una precarietà – ha concluso Sabina Barresi – che è humus per una politica clientelare che non è più tollerabile, socialmente, umanamente e politicamente. I nuovi contesti, le nuove sensibilità ecologiste, l’indifferibile azione di tutela del territorio segnano sull’orologio dell’agire l’ora giusta. L’ora per porre un riordino del settore sia dal punto qualitativo che quantitativo che segni una svolta soprattutto culturale, che abbandoni il riferimento alla “giornata lavorativa” per approdare a quella della produttività, dell'autofinanziamento, dell'autogestione responsabile e dell'incremento occupazionale che a ciò consegue».

«Il green, l’ambiente, il mare e le foreste - ha detto la segretaria nazionale Raffaella Bonauguro - sono temi di cui si occupa da sempre la Fai. Oggi ci sono tante risorse per la riconversione green, lo sviluppo dei territori che dobbiamo essere bravi a sfruttare per risollevare le sorti del Paese. Su questo cerchiamo l’attenzione della Politica, nel mettere a punto progetti mirati alla salvaguardia del territorio per una svolta nei comparti che rappresentiamo, dai forestali alla bonifica».

«Bisogna valorizzare il potenziale umano dei forestali, dei consorzi di bonifica, sono professionalità che possono dare valore aggiunto - ha aggiunto - Adolfo Scotti, segretario generale della Fai Cisl Sicilia - serve una politica di tutela e salvaguardia del patrimonio ambientale. Gli ultimi eventi accaduti ci insegnano che questo aspetto, purtroppo, è stato abbandonato. Salvaguardia e tutela devono essere prioritari nell’agenda del Governo siciliano».

«L’agroalimentare da opportunità incredibili al territorio messinese - ha confermato il segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi - penso al recupero delle aree interne, all’artigianato che può essere messo a sistema, il florovivaismo. Ma bisogna investire sulle opere di salvaguardia del territorio. Abbiamo vissuto tante esperienze legate al dissesto, serve a questo il recupero delle aree dismesse e abbandonate, per mettere in sicurezza il territorio ed essere messo a reddito, farlo diventare una risorsa. Puntare sull’innovazione green e sulle filiere interne è una delle opportunità da sfruttare».

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