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L'assegno di inclusione non decolla: chi resta fuori e cosa può cambiare

La misura che ha sostituito il reddito di cittadinanza rischia il flop. I requisiti troppo stringenti affossano il sussidio. Sul tavolo del ministro del Lavoro possibili modifiche per correre ai ripari

Qualcosa non funziona: troppe famiglie rimaste senza reddito di cittadinanza (Rdc) e potenzialmente beneficiarie dell'assegno di inclusione (Adi) non riescono a ottenere il sussidio. Quasi il 30% delle domande viene rifiutato e il Governo sembra pronto a correre ai ripari allargando le maglie. 

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Sappiamo che la quota di famiglie italiane in condizione di povertà assoluta è salita dal 4 al 7,5% tra il 2008 e il 2021. Per contrastare questo fenomeno nel 2018 è stato introdotto il Rei, poi sostituito nell'aprile del 2019 dal reddito di cittadinanza e nel 2023 il governo Meloni è intervenuto nuovamente sostituendo - dal 2024 -  l'Rdc con l'assegno di inclusione.  La misura, nelle intenzioni dell'Esecutivo, doveva essere la risposta alle storture del reddito, l'antidoto contro i furbetti: sono stati introdotti requisiti anagrafici ed economici più stringenti rispetto al reddito. Nella pratica però molte più famiglie del previsto sono rimaste fuori. C'è un primo dato e arriva sempre dalla Banca d'Italia: gli analisti ci dicono che le modifiche alla normativa hanno ridotto la platea dei potenziali beneficiari da 2,1 a 1,2 milioni rispetto al reddito. Un secondo dato arriva dall'Inps. Fino al 25 gennaio, ultimi dati ufficiali, le domande sono state 651.665. Ma il tasso delle respinte è altissimo: il 28% cioè una su tre. Tra i motivi prevalenti indicati da Inps, il superamento delle soglie di Isee e reddito familiare, in apparenza lasciati simili al reddito. 

rdc adi banca d'Italia
Fonte Banca d'Italia

Perché molte famiglie non ottengono l'assegno di inclusione? Succede per il superamento delle soglie di Isee e reddito familiare, in apparenza lasciati simili al reddito. Ma non è così. Il moltiplicatore che trasforma il requisito reddituale in base ai componenti della famiglia è molto più penalizzante. Ogni adulto che non ha carichi di cura conta zero nella scala, che sia un figlio maggiorenne o anche la mamma. Per carichi di cura si intende un figlio fino a tre anni. Superata quell'età, l'adulto è fuori dalla scala. Pesa anche l’esclusione della quota affitto che prima contava. Inoltre, molte famiglie la cui domanda viene accettata prendono comunque meno soldi.

I numeri dei beneficiari dell'Adi sono inferiori alle stime che aveva fatto il Governo e pare assai probabile che il ministro del Lavoro Calderone - nonostante dica di "non ritrovarsi" nei numeri forniti da Bankitalia - modifichi i requisiti di accesso, forse rivedere proprio la scala di equivalenza. Al momento Calderone annuncia di volere estendere il beneficio anche agli orfani di femminicidio e tace sul resto ma le possibili modifiche all'Asi sembrano essere nell'agenda del Comitato scientifico per la valutazione delle misure di contrasto alla povertà e del reddito di cittadinanza ricostituito proprio dal ministro Calderone e presieduto da Natale Forlani.

Fonte: Today.it

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