Economia

Covid e crisi in prefettura, il 20 per cento rischia di non aprire più: si corre ai ripari sui ristori

Le associazioni di categoria hanno definito “proficuo” l’incontro con la rappresentante locale del Governo che ha preso l'impegno di accertare le ragioni dei ritardi nell'erogazione ed accelerare le procedure. I rappresentanti delle cinque sigle: “Messina zona rossa da troppo tempo”

Imprese costrette a vendere, commercianti che non sanno se potranno riaprire. La crisi economica dovuta al contagio da nuovo coronavirus, affrontata oggi in prefettura con una videoconferenza presieduta dal prefetto, Maria Carmela Librizzi, a cui hanno partecipato il presidente di Confesercenti Messina Alberto Palella, di Confcommercio Carmelo Picciotto, di Confimprese Italia Cettina Scaffidi, della C.L.A.A.I Natale Capone e il direttore di Confartigianato Francesco Giancola.

Nel corso dell’incontro i rappresentanti delle categorie economiche hanno rappresentato la situazione di grave crisi per molte delle imprese del territorio, paventando che per il 20% delle stesse non si intravedano possibilità di uscire dalla crisi.

Hanno evidenziato come le attuali ulteriori restrizioni hanno influito pesantemente sulle attività di quelle imprese che già si erano impegnate economicamente per dotare i propri locali di adeguate misure di distanziamento e di sanificazione.

Hanno, inoltre, segnalato la difficoltà di accedere ai ristori nazionali per alcune attività non previste nei codici Ateco e per quelle non consentite esclusivamente nella zona rossa.

Tra le situazioni di maggiore criticità hanno contemplato le attività del settore abbigliamento, fortemente penalizzate dai mancati introiti connessi al periodo natalizio e ai saldi.

Il prefetto, a fronte della situazione rappresentata, ha concordato con gli intervenuti l’opportunità di acquisire un documento di dettaglio, congiunto e analitico, che tenga conto di una differenziazione tra gli aspetti riferibili all’intero contesto del Paese, che verranno sottoposti all’attenzione delle Autorità centrali e quelli, invece, tipicamente locali, rispetto ai quali procedere nell’immediatezza ad una sinergica attività di problem solving, anche in prossime riunioni che coinvolgano Enti e istituzioni del territorio, tenendo a sottolineare che tutti sono chiamati, nel proprio ambito, ad impegnarsi per superare le situazioni di disagio sociale.

Le associazioni di categoria hanno definito “proficuo” l’incontro con la rappresentante locale del Governo. Solo qualche giorno fa le associazioni datoriali avevano espresso in un documento congiunto l’urgenza di avviare un tavolo di confronto con il prefetto, per argomentare l’eccezionale gravità della situazione economica, che in mancanza di risposte adeguate, potrebbe compromettere la coesione sociale.

Alla riunione, i rappresentanti di categoria hanno sottolineato come Messina sia in zona rossa da prima che fosse dichiarata per tutta la Sicilia, con gravi conseguenze per l’intero tessuto economico della città.

I rappresentanti delle cinque sigle hanno dunque rappresentato al prefetto Librizzi la preoccupazione che nel caso fossero previsti ulteriori ristori per le regioni inserite nella massima fascia di rischio, questi aiuti possano non essere attribuiti alle attività messinesi che pur rientrando nell’elenco dell’allegato 23, sono attualmente chiuse e lo saranno fino al 29 gennaio, come da Ordinanza sindacale.

Da qui la richiesta di farsi portavoce presso il Governo nazionale delle specifiche esigenze della comunità imprenditoriale messinese che ad oggi risulta maggiormente vessata rispetto ad altre, affinchè vengano concessi ristori aggiuntivi.

Sempre in tema di ristori, i rappresentanti delle associazioni datoriali hanno non solo ribadito come quelli finora arrivati riescano a malapena a coprire le spese relative alle utenze delle aziende, ma hanno fatto presente che gran parte delle imprese aventi diritto, non li hanno ancora ricevuti.

In merito a questo aspetto Librizzi si è resa disponibile ad aprire un fronte di dialogo anche a livello locale presso gli Enti competenti per accertare le ragioni dei ritardi ed accelerare le procedure.

Le associazioni hanno comunicato anche  l’intenzione di incontrare la deputazione nazionale e regionale messinese affinché si impegni a rappresentare al Governo nazionale la drammatica ed eccezionale emergenza economica in cui versa la Comunità imprenditoriale messinese.

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