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Giovedì, 26 Maggio 2022
Economia

Aziende confiscate alla mafia, la Camera di Commercio aderisce al progetto O.K. Open Knowledge

Il presidente Blandina: "Il riutilizzo di un’impresa sottratta alle organizzazioni criminali e la sua piena reimmissione sul mercato legale è un’importante leva di contrasto all’illegalità economica e organizzata"

Al 15 marzo 2022, le imprese in confisca definitiva che si contano sul sito “Open Data Aziende Confiscate” sono 2.796. In Sicilia, se ne ravvisa la presenza di quasi un terzo (30,6%), mentre in provincia di Messina sono 80. Questo quanto emerso nel corso dell’incontro di presentazione del progetto “O.K. Open Knowledge”, presentato da Unioncamere e ammesso a finanziamento dal Pon Legalità, svoltosi questa mattina al Palazzo camerale.

«Il progetto si inserisce nel percorso di miglioramento delle competenze della Pubblica amministrazione nel contrasto alla criminalità organizzata – spiega il presidente della Camera di commercio, Ivo Blandina – mediante l’utilizzo delle tecnologie digitali e l’informazione open da esse veicolate. L’obiettivo operativo è quello di integrare il patrimonio dei sistemi informativi dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e il Registro Imprese delle Camere di commercio, nella convinzione che il riutilizzo di un’impresa sottratta alle organizzazioni criminali e la sua piena reimmissione sul mercato legale sia un’importante leva di contrasto all’illegalità economica e organizzata». I dati vengono aggiornati e resi disponibili in tempo reale. E il progetto intende, inoltre, renderli “utili” e “utilizzabili” una volta fatti conoscere tramite apposite azioni di animazione e formazione.

Nell’esprimere soddisfazione per la sinergia istituzionale posta in essere con la Camera di commercio, il prefetto ha sottolineato l’importanza di promuovere la partecipazione e l’efficienza dei vari attori coinvolti nel processo di valorizzazione delle aziende confiscate, per potenziare l’incisività della tutela dell’economia legale e dare ulteriore visibilità ai benefici tangibili in favore delle collettività danneggiate dai fenomeni criminali.

«La Camera di commercio di Messina – aggiunge la segretaria generale dell’Ente camerale, Paola Sabella - è una delle 22 Camere che ha aderito sin da subito al progetto. Con il Roadshow di oggi, si entra nel vivo dell’iniziativa anche nel territorio messinese. Avviare attività di sensibilizzazione e di approfondimento su una tematica così importante è fondamentale per favorire quei principi di trasparenza, di collaborazione e partecipazione che sono elementi imprescindibili dello sviluppo. Gli interessi degli stakeholder rispetto alle aziende confiscate sono riferiti principalmente al riutilizzo del “bene” in ambito legale, mediante il recupero e la tutela dell’occupazione non collegata con le organizzazioni criminali, ovvero la gestione dei lavoratori impiegati, il nuovo utilizzo dell’azienda, l’inserimento nel tessuto sociale ed economico del territorio e le future possibilità dell’azienda e dei lavoratori».

Relatori dell’incontro, Giuseppe Del Medico di Unioncamere, responsabile del progetto “O.K. Open Knowledge”, che ha illustrato nel dettaglio ponendo l’accento anche sulle finalità; e Paolo Cortese del centro studi delle Camere di commercio “Guglielmo Tagliacarne”, project manager “Osservatori sui Fattori di Sviluppo”, che si è soffermato sul portale “Open Data – Aziende confiscate”, ma anche sul riutilizzo e la criticità delle aziende confiscate, sul loro stato di salute e sulla criminalità in Sicilia nel 2020, evidenziando, tra l’altro, come in provincia di Messina si evidenzi una crescita degli incendi boschivi (28, +180%), dei reati legati alla normativa sugli stupefacenti (344, +1,5%) e degli attentati (5, +150%).

Nel corso dei lavori - ai quali hanno presenziato anche il comandante provinciale dei Carabinieri, Marco Carletti; il comandante provinciale della Guardia di finanza, Gerardo Mastrodomenico; e il vicario del Questore, Antonio Borelli - sono intervenuti, inoltre, il dirigente ufficio “Aziende sequestrate e confiscate 2” Sede di Reggio Calabria Agenzia nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Giuseppe Quattrone; e il segretario generale Fondazione di Comunità Messina, Gaetano Giunta.

Presente, altresì, in modalità web, il dirigente ufficio “Sede Secondaria di Reggio Calabria” Agenzia nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Massimo Nicolò.

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