Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Economia

Irregolarità nella Banca di Credito Peloritano, Bankitalia dispone l'amministrazione straordinaria

Arrivano due commissari dopo il decreto firmato dal vicepresidente del governo regionale, Gaetano Armao. Ad uscire di scena è tutto il managment. Il direttore Muscolino resta in carica

Gli ispettori della Banca d’Italia erano quasi diventati di casa negli ultimi tempi in via Oratorio San Francesco, al palazzo di vetro progettato dall’architetto Dario La Fauci e costruito dall’imprenditore Nino Giordano, a gomito con la Provincia di Messina dove il piccolo istituto di Credito ha sede accanto all’Università Pegaso. Ma nessuno si aspettava da parte del servizio di vigilanza della Banca d’Italia un provvedimento così grave, quale la decisione di sottoporre la Banca di Credito Peloritano di Messina alla procedura di amministrazione straordinaria, provvedimento urgente disposto dall’assessore all’Economia Gaetano Armao, con un decreto del 16 aprile scorso.

Un colpo di fulmine a ciel sereno che arriva dopo le entusiastiche dichiarazioni del presidente Gennaro Cortucci alla stampa locale, nella quale si raccontava che l’istituto di cui è direttore generale Paolino Muscolino  si apprestava a chiudere uno dei bilanci, con le migliori performance dell’Italia del Sud. Ora si volta pagina.

Il direttore generale Paolino Muscolino resta in carica

Ad uscire di scena  è tutto il managment della banca, dal presidente Cortucci, di origine partenopee per arrivare al presidente dei revisori dei conti Fabio Pignataro e a tutti i consiglieri che sono espressione dei soci messinesi, rappresentati tra gli altri dal commercialista Enzo Barilà e dall'ex presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Messina, Santi Trovato.

La guida dell’Istituto di Credito, che ha di recente aperto una sede in via Roma a Barcellona e una a Capo d’Orlando, iscritto negli elenchi della Banca d’Italia nel novembre del 2011, che dalle ultime rilevazioni presentava un attivo di 89 milioni di euro tra le 462 banche popolari nazionali, ora passa tutto nelle mani degli ispettori della Banca di Italia.

A rappresentare gli organi straordinari sono stati chiamati Gandolfo Spagnuolo e l’avvocato Giovanni Giurdanella, quali commissari straordinari, mentre Andrea Dara, Giuseppe Glorioso e l’avvocato Francesca Romana De Vita, quali componenti del Comitato di Sorveglianza.

L’attività della banca, in periodo di Covid 19 e amministrazione straordinaria, prosegue regolarmente.  

L’amministrazione straordinaria è un provvedimento che scatta in presenza di gravi irregolarità di bilancio; operazioni sospette e incombenti pericoli di tenuta dei conti che possano mettere a rischio i depositi bancari oppure per violazione dei regolamenti dell'Unione Europea. Provvedimenti del genere hanno interessato di recente la Banca Carige di Genova, la Banca Popolare di Bari e in Sicilia la banca di credito cooperativo San Biagio Platani, oltre che le banche trapanesi dove si sono rilevati flussi di riciclaggio di capitali di sospetta provenienza mafiosa.  

L’amministrazione straordinaria di solito ha la durata un anno e può essere prorogata per due mesi successivi, prima dell’adozione del provvedimento definitivo, che può essere anche il ritorno all’attività di gestione ordinaria. L’ultimo tentativo di creare un istituto di credito locale a Messina, al quale aveva anche aderito la Curia, era stato il progetto di Banca Antonello del quale è stato ultimo presidente l’onorevole Pd Franco De Domenico, prima che la banca cooperativa fosse rilevata da “La Riscossa” di Regalbuto che ora sfoggia la sua insegna in Piazza Duomo a Messina.

Dopo il riordino delle 355 banche a mutualità italiane imposto dalla Banca d’Italia, sono nati due grandi due grandi Poli nazionali, uno in Trentino e l’altro sotto le ali di controllo della Iccrea, che associa le Bcc  con una capitalizzazione aggregata che supera il miliardo di euro a garanzia della tenuta del sistema creditizio.

Il lavoro incessante di promozione della banca di Credito Peloritano portato avanti sul territorio da Paolo Muscolino, che ha maturato la sua esperienza nelle banche nel siracusano, aveva portato alla crescita dei volumi gestiti e alla tenuta dei conti di clienti e soci della banca, le cui attività sono state passate al setaccio dagli ispettori per l’entità giudicata anomala di alcune operazioni, non solo di affidamento credito.

Tra i soci della banca figura, l’immobiliarista Nino Giordano, che ha di recente aperto il grande centro commerciale di via Roosvelt a Maregrosso e, ancora prima, il patron della Fire, la società di riscossioni crediti Sergio Bommarito che si è dimesso il 18 marzo 2019.

articolo modificato alle 16 del 20 aprile 2020 // iI direttore Paolino Muscolino resta in carica - dimissioni Bommarito

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