Sicilia a tutta Birra, ma è quella “Messina” che piace di più

E' quanto emerge dalla ricerca Doxa commissionata dallo storico marchio dell'isola in occasione del lancio della bionda con i cristalli di sale. Un risultato che premia la cooperativa di quindici dipendenti coraggiosi. E la sicilitudine

Sempre più birra nelle abitudini dei siciliani: la bevono 9 su 10, soprattutto nel tempo libero (60%), durante i pasti, o quando si trascorrono momenti in compagnia di amici e parenti (51%). Il 90% dei siciliani dichiara di conoscere Birra Messina e il 57% la consuma.

E' quanto emerge dalla ricerca Doxa commissionata dallo storico marchio dell'isola in occasione del lancio della birra con i cristalli di sale commercializzata in tutta Italia grazie a un accordo con Heineken. Il 94% dei siciliani ha dichiarato il proprio orgoglio nell'apprendere che Birra Messina da quest'anno sarà commercializzata anche fuori dai confini dell'isola. L'opinione, comune al 90% dei siciliani, è quella di un'unione metaforica tra il nord e il sud dell'isola: "un messaggio che mi piace e di cui abbiamo bisogno". Opinione condivisa dal resto degli italiani che cominciano a conoscere Birra Messina, si dimostrano curiosi del nuovo prodotto ed entusiasti di assaggiarla (87%).

Quello che probabilmente non tutti i siciliani sanno è che la notizia per Messina è doppiamente gradita non solo perchè il nome della città viene associato a un prodotto gradito e di qualità ma soprattutto perchè 25 mila ettolitri l’anno della birra con i cristalli di sale escono dagli stabilimenti dell’area artigianale di Larderia a Messina,  quegli impianti rilanciati da 15 ex dipendenti della storica fabbrica della Birra Messina, con una cooperativa (la Birrificio Messina) e grazie all’investimento del loro Tfr. 

Il progetto della ricerca è nato infatti in occasione del lancio, a livello nazionale, del brand Birra Messina che da quest'anno, grazie a un accordo tra lo storico marchio siciliano fatto rinascere a nuova vita da un cooperativa di quindici operai diventati imprenditori e Heineken lancia sul mercato un nuovo prodotto: Birra Messina Cristalli di Sale, una birra che contiene i cristalli di sale di Sicilia che arrivano dalle saline di Trapani. "Il lancio di questo marchio a livello nazionale - spiega Alfredo Pratolongo, direttore Comunicazione e Affari Istituzionali Heineken Italia in un incontro con i giornalisti - è per noi una rivincita e una sfida che, insieme alla nascita di una nuova birra speciale dalla forte identità locale, vanno intesi come un omaggio a un territorio che amiamo, dove la birra è di casa e nel quale si sono radicati da decenni i nostri marchi più importanti".

La multinazionale olandese del settore dopo aver acquistato lo storico marchio siciliano dalla famiglia Faranda aveva infatti lasciato la città dello Stretto per trasferire tutta la produzione in Puglia. Una scelta che era stata vissuta come un tradimento. Ora, finalmente, il celebre marchio torna in qualche modo di nuovo a casa. Una vittoria dell’ottimismo della volontà sul pessimismo della ragione. L’accordo tra la coop messinese e la Heineken ha durata quinquennale.

Il sondaggio e la sicilitudine

Ma cosa è venuto fuori dalla  ricerca commissionata da Birra Messina alla Doxa ('La Sicilia vista dai siciliani. Viaggio nella sicilitudine') a 50 anni esatti da quando, grazie a un articolo di Leonardo Sciascia, si cominciò a parlare di 'sicilitudine'?

Ne viene fuori che i siciliani definiscono se stessi, e così vengono anche percepiti dal resto degli italiani, generosi, accoglienti e ricchi d'animo, anche se spesso vittima di pregiudizi. Rivendicano con orgoglio il proprio sentirsi "diversi" dal resto della penisola ma non amano essere giudicati attraverso la lente degli stereotipi e dei luoghi comuni. Se il 59% dei siciliani ritiene (anche con una punta di orgoglio) di avere abitudini e modi di pensare e vivere che li differenziano dal resto degli italiani, il 79% pensa di essere in molte circostanze giudicato per luoghi comuni e dichiara di esserne infastidito. 

L'obiettivo del sondaggio è tratteggiare un'immagine di chi sono i siciliani oggi e cosa pensano di se stessi. In effetti sui caratteri identitari c'è perfetta aderenza tra auto-percezione e percezione degli italiani.Generosità, accoglienza e ricchezza d'animo sono i tratti caratteristici in cui si riconoscono i siciliani e che attribuiscono loro anche il resto degli italiani, con valori sempre superiori al 90% e con punte del 98%. La Sicilia più autentica - quella che i siciliani vedono come maggiormente rappresentativa dell'isola anche al di fuori dei confini regionali - è quella che si può apprezzare nelle feste popolari e in alcune tradizioni artigianali tipiche dell'isola (63%). Anche la famiglia ha un ruolo di spicco quando si parla di vera Sicilia: il rito del pranzo della domenica (61%) o il ritrovarsi con i parenti per fare l'olio o la passata di pomodoro (52%) rappresenta uno spaccato comune nella vita di tanti siciliani, che vedono nei legami il loro tratto distintivo. E se si dovessero scegliere dei simboli forti che i siciliani considerano la sintesi della propria terra (trovandosi anche in questo in perfetto accordo con gli italiani che la visitano e apprezzano), ecco venire in primo piano monumenti, castelli, teatri, templi, palazzi nobiliari, tutti i segni tangibili della millenaria storia dell'isola (scelti dal 65% dei siciliani e ma anche dal 63% degli italiani). Al secondo posto tra i luogisimbolo della Sicilia per i siciliani è l'Etna (62%, al secondo posto anche per il campione nazionale ma con valori più bassi, 39%).

Un elemento rivendicato con orgoglio e utilizzato in più ambiti della vita sociale è il dialetto: il 41% dei siciliani dichiarano di utilizzarlo in famiglia, ma anche con gli amici (41%) e, spesso, quando devono sottolineare modi di dire divertenti o ironici (46%). Colpisce scoprire che chi non lo utilizza (perché non lo conosce o non vuole farlo) è solo il 4% della popolazione. E se vediamo quali valori associano il resto degli italiani al dialetto, si scopre che la tradizione(62%), e l'allegria (30%) sono i più comuni. Se tutti i siciliani parlano dialetto… quasi tutti si sentono "prima di tutto siciliani". La percezione di una Sicilia fortemente campanilistica, molto radicata nelle città di origine piuttosto che sull'isola nel suo complesso, sembra non avere ragione d'essere: il 67% dei siciliani si sente legato alla dimensione regionale piuttosto che a quella strettamente cittadina (è siciliano e non, prima di tutto, palermitano, messinese o catanese…).

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