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I commercialisti messinesi protestano: “Troppo carico fiscale, non basta rinviare le scadenze”

Riunione nella sede dell’Ordine presieduto da Enrico Spicuzza. ANC, Sic, Uncrago e Unico hanno firmato un documento congiunto

I commercialisti messinesi fanno quadrato e proseguono la mobilitazione per ottenere un effettivo alleggerimento della pressione fiscale ed una semplificazione di normative che riguardano i tributi.

E’ quanto venuto fuori dalla riunione tenutasi nella sede dell’Ordine dei Commercialisti  presieduta a Messina da Enrico Spicuzza, cui hanno partecipato le sigle sindacali, in particolare l’Associazione nazionale Commercialisti, coordinata in Sicilia da Francesco Vito. L’agitazione quindi prosegue, malgrado gli emendamenti al Decreto Legge di agosto, e mira ad ottenere un accoglimento delle richieste della categoria in sede di esame parlamentare.

” Rinviare le scadenze dei pagamenti non basta – spiega Spicuzza – le imprese hanno bisogno di un alleggerimento concreto del carico fiscale e i commercialisti, che sono snodo essenziale del sistema del rapporto tra le imprese e il Fisco, devono essere messi in grado di lavorare. Infine, i contribuenti vanno tutelati. In Italia abbiamo una legislazione dedicata per ogni categoria di lavoratori, un diritto per ogni “categoria” di soggetti e cittadini. Ma il contribuente in quanto tale, ovvero tutti i cittadini, non ha diritti ed è sempre e solo “spremuto”. Per questo qualche anno fa abbiamo varato lo Statuto dei Contribuenti, che ad oggi però resta lettera morta”

 “Ammettere alle così dette agevolazioni – il mero rinvio delle scadenze fiscali – solo i soggetti che hanno perso il 33% del fatturato vuol dire non tener conto che alle imprese è venuta meno la disponibilità finanziaria, in molti casi anche a fatturato invariato. Soprattutto, non agevola il lavoro dei commercialisti, anzi li chiama ad uno sforzo aggiuntivo, che vanifica di fatto i rinvii concessi”, conclude il coordinatore regionale dell’Anc Francesco Vito.

Nei giorni scorsi la categoria aveva annunciato lo sciopero nazionale, revocato dopo la convocazione al Movimento per l’Economia e la Finanza. La risposta dell’Esecutivo con gli emendamenti al Decreto Legge di agosto però non è bastata . Anzi, i commercialisti smentiscono che le misure adottate rispecchino le loro proposte. Ecco perché andrà avanti lo stato di agitazione dei professionisti messinesi, che nel braccio di ferro di questi mesi col Governo sono in prima linea a livello nazionale. 

Le sigle ANC, Sic, Uncrago e Unico hanno firmato un documento congiunto nel quale auspicano che “in sede di esame parlamentare il legislatore tenga conto delle istanze formulate.

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