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Economia

Caro prezzi, l'inflazione a Messina è costata 1.145 euro in più

La crescita su base annua a nucleo residente. Il tasso di inflazione medio è pari al 6%. La classifica di Codacons

L’aumento di prezzi e tariffe, a parità di consumi, ha determinato a Messina  una crescita + 1.145 euro su base annua a nucleo residente. Il tasso di inflazione medio è pari al 6%.

È quanto riportato dal Codacons, che ha diffuso oggi, 16 gennaio, la classifica ufficiale delle città italiane dove i rincari di prezzi e tariffe hanno pesato di più nel 2023. Attraverso i dati definitivi forniti oggi dall’Istat, l’associazione ha calcolato l’impatto dell’inflazione in termini di aggravi di spesa per le famiglie residenti nel corso dell’ultimo anno.

Messina, come anticipato, ha conosciuto un aumento dei prezzi che la piazza al 57esimo posto della classifica.

Regina dell’inflazione resta Milano, è seguita da Varese con +1.581 euro annui, e Bolzano con +1.542 euro.

Sul fronte opposto, la città dove il caro-prezzi ha pesato di meno è Potenza, con un aggravio medio di spesa nel 2023 pari a +731 euro a nucleo residente; in penultima posizione Catanzaro (+820 euro) seguita da Reggio Calabria (+840 euro).

Per quanto riguarda nel dettaglio la situazione a Messina, anche la rilevazione territoriale sugli indici dei prezzi al consumo di dicembre 2023 che sono stati elaborati tenendo conto di una progressiva riduzione della gravità dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 e di riapertura di buona parte delle attività commerciali di offerta di beni e servizi di consumo. Pur rimanendo sopra la norma, il numero di mancate rilevazioni è quindi diminuito.

L’impianto dell’indagine sui prezzi al consumo, basato sull’utilizzo di una pluralità di canali per l’acquisizione dei dati, ha consentito di ridurre gli effetti negativi dell’elevato numero di mancate rilevazioni sulla qualità delle misurazioni della dinamica dei prezzi al consumo. Come ricordato nella nota metodologica dell’Istat, gli indici ai diversi livelli di aggregazione, sia nazionali che locali, che hanno avuto una quota di imputazioni superiore al 50% (in termini di prezzi mancanti e/o di peso), sono segnalati mediante l’utilizzo del flag “i” (dato imputato). Nella città di Messina nel mese di dicembre 2023 si registra un decremento tendenziale del -0,7% e nessuna variazione congiunturale dell’indice dei prezzi al consumo. Crescono tendenzialmente rispetto all’anno precedente prodotti alimentari e bevande analcoliche (+4,7%), bevande alcoliche e tabacchi (3,2%), abbigliamento e calzature (3,8%), mobili, articoli e servizi per la casa (+2,5%), servizi sanitari e spese per la salute (+0,7%), trasporti (+2,1%), ricreazione, spettacoli e cultura (+0,8%), istruzione (+0,9%), servizi ricettivi e ristorazione (+4,2%) e altri beni e servizi (+3,5%). Decrescono tendenzialmente rispetto all’anno precedente abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-24,8%) e comunicazioni (-1,6%). E’ quanto emerso nel corso della riunione della commissione comunale di controllo prezzi, presieduta dall’assessore con delega ai Servizi al Cittadino Massimiliano Minutoli.

La nota offre una sintetica analisi dei fattori che hanno contribuito a determinare le dinamiche di prezzo più marcate dei beni e servizi a rilevazione centralizzata nel mese di dicembre 2023:

Energia elettrica: nel mercato libero diminuiscono, a livello congiunturale, i prezzi dell’energia elettrica (-1,0%; -50,7% il tendenziale), mentre aumentano quelli del gas di città e gas naturale (+0,4%; -41,3% il tendenziale), risultando su livelli ampiamente inferiori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel mercato tutelato diminuisce il prezzo del gas di città e gas naturale (-6,8%; -32,7% il tendenziale).

Servizi di trasporto: per quanto riguarda il trasporto si registra un incremento generalizzato dei prezzi, legato all’aumento dei flussi turistici per le festività natalizie. Nel trasporto aereo il maggiore aumento congiunturale interessa i voli nazionali (+33,9%; +18,8% il tendenziale), seguiti da quelli intercontinentali (+28,0%; -16,0% il tendenziale) e da quelli europei (+7,0%; -2,6%). L’aumento di prezzo nei voli europei e nazionali interessa sia il settore low cost che quello tradizionale. Nei voli intercontinentali l’aumento riguarda tutte le direttrici di traffico. Si registra, inoltre, un lieve aumento dei prezzi del trasporto marittimo (+0,2%; -3,3% il tendenziale), dovuto essenzialmente alle destinazioni verso l’interno, in particolare in direzione delle isole minori. Aumentano, infine, i trasporti ferroviari nazionali (+3,2%; +11,4% il tendenziale), a causa della minore disponibilità di offerte commerciali per i servizi di alta velocità, intercity e intercity notte.

Attività turistiche e ricreative: le festività natalizie hanno inciso anche sull’aumento dei prezzi delle attività turistiche e ricreative. In termini congiunturali, i pacchetti vacanza aumentano marcatamente a livello nazionale (+24,2%; +2,9% il tendenziale), risultando invece pressoché stabili a livello internazionale (+0,1%; +2,9% il tendenziale). L’aumento dei pacchetti vacanza nazionali dipende principalmente dalle destinazioni montane, per effetto dell’apertura della stagione sciistica, e dai pacchetti “benessere” finalizzati ai trattamenti di cura del corpo. Sempre in termini congiunturali aumentano gli agriturismi (+3,4%) e, in modo più marcato, gli impianti di risalita (+7,9%; +8,5% il tendenziale).

Cultura: si registra un aumento dei prezzi dei libri di narrativa (+7,0%; +4,6% il tendenziale), a fronte di una diminuzione di quelli del download di e-book (-2,6%; -5,1% il tendenziale). Aumentano, a livello congiunturale, i prezzi dei giornali a diffusione nazionale (+1,8%; +1,3% il tendenziale) e in misura più contenuta di quelli a diffusione locale (+0,6%; -0,3% il tendenziale); variazione in aumento anche per i periodici (+1,8%; +1,5% il tendenziale), imputabile oltre alla diversa distribuzione degli allegati, anche, in parte, ad aumenti di prezzo.

Di seguito la classifica ufficiale stilata dal Codacons in base all’impatto dell’inflazione in termini di aggravio di spesa annuo per una famiglia “tipo”:

Inflazione media 2023

Maggiore spesa annua

1

Milano

6,1

                1.657

2

Varese

6

                1.581

3

Bolzano

5,8

                1.542

4

Grosseto

6,8

                1.533

5

Genova

6,9

                1.505

6

Perugia

6,4

                1.469

7

Siena

6,5

                1.466

8

Alessandria

6,6

                1.466

9

Lecco

5,7

                1.448

10

Lodi

5,7

                1.446

11

Mantova

5,6

                1.421

12

Torino

6,1

                1.403

13

Firenze

6

                1.400

14

Pisa

6,2

                1.397

15

Bologna

5,6

                1.396

16

Venezia

5,8

                1.394

17

Terni

6

                1.380

18

Modena

5,7

                1.377

19

Ravenna

5,7

                1.376

20

Massa-Carrara

6,1

                1.376

21

Pistoia

6,1

                1.374

22

Como

5,2

                1.372

23

Livorno

6

                1.351

24

Brescia

5,1

                1.346

25

Pavia

5,1

                1.346

26

Novara

6

                1.334

27

Trento

5,1

                1.334

28

Cuneo

6

                1.333

29

Lucca

5,9

                1.329

30

Padova

5,7

                1.327

31

Ferrara

5,4

                1.306

32

Vicenza

5,6

                1.304

33

Bergamo

4,9

                1.291

34

Viterbo

5,7

                1.290

35

Benevento

6,6

                1.284

36

Rimini

5,3

                1.280

37

Imperia

6,4

                1.280

38

Treviso

5,5

                1.279

39

Forlì-Cesena

5,3

                1.279

40

Piacenza

5,3

                1.278

41

Trieste

5,5

                1.276

42

Pordenone

5,5

                1.275

43

Roma

5,4

                1.264

44

Arezzo

5,6

                1.263

45

Udine

5,4

                1.255

46

Cremona

4,7

                1.238

47

Aosta

5

                1.237

48

Palermo

6,2

                1.231

49

Teramo

5,9

                1.198

50

Verona

5,1

                1.188

51

Biella

5,5

                1.167

52

Rovigo

5

                1.164

53

Belluno

5,2

                1.159

54

Napoli

5,7

                1.153

55

Macerata

6,1

                1.153

56

Catania

5,8

                1.148

57

Messina

6

                1.145

58

Vercelli

5,4

                1.145

59

Brindisi

6,9

                1.143

60

Cosenza

6,1

                1.140

61

Siracusa

5,8

                1.107

62

Ascoli Piceno

5,8

                1.095

63

Gorizia

4,9

                1.090

64

Parma

4,5

                1.089

65

Avellino

5,5

                1.069

66

Reggio Emilia

4,4

                1.056

67

Sassari

5,7

                1.026

68

Pescara

5

                1.017

69

Cagliari

5,4

                1.014

70

Caltanissetta

5

                    956

71

Ancona

4,7

                    935

72

Bari

5,3

                    920

73

Trapani

4,8

                    912

74

Caserta

4,6

                    897

75

Campobasso

4,8

                    876

76

Reggio Calabria

4,5

                    840

77

Catanzaro

4,4

                    820

78

Potenza

3,7

                    731

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