Martedì, 19 Ottobre 2021
Economia Milazzo

Cash & Carry verso la vendita, incertezza sul futuro dei lavoratori

Il gruppo Cambria potrebbe cedere l'azienda ad un gruppo palermitano. Scaffali vuoti e sconti sulla merce. La preoccupazione dei dipendenti dei tre punti vendita di Messina, Milazzo e Torrenova. Filcams Cgil: "Si rispetti salvaguardia occupazionale"

Scaffali vuoti e quell'avviso di uno sconto sulla merce per "rinnovo locali" che sa tanto di preludio alla definitiva chiusura.

E' la situazione di Max Cash & Carry, la società del gruppo Cambria che cura la distrubuzione organizzata nel comparto alimentare.

L'azienda nell'ultimo periodo ha risentito della crisi di consumi che riguarda le principali piattafome regionali dedicate alla vendita all'ingrosso. Da qui la possibile decisione di chiudere l'attività entro fine anno e vendere al migiliore offerente.

Una situazione che mette in allarme i dipendenti dislocati nei tre punti vendita di Messina, Milazzo e Torrenova. Circa una trentina di lavoratori il cui futuro adesso è più che mai incerto. L'azienda, finora, non ha confermato le insistenti voci sulla prossima chiusura, rifiutando al momento un confronto sindacale. Ma da fonti ben informate sembrerebbe esserci una trattativa già in fase avanzata per cedere l'intera attività.

L'acquirente sarebbe il gruppo Romano che opera nelle province di Palermo e Trapani gestendo l'ingrosso e diversi supermercati. Un accordo che potrebbe presto andare in porto e su cui i sindacati vogliono vederci chiaro. 

Filcams Cgil e UilTucs, infatti, monitorano costantemente la situazione. "Il nostro interesse - spiega Francesco Lucchesi di Filcams Cgil - è assicurare ai dipendenti la continuità lavorativa con gli accordi salariali al momento vigenti. Chi compra deve rilevare il personale attualmente in servizio così come dice la legge. La salvaguardia occupazionale è la condizione minima per avviare qualsiasi dialogo a livello sindacale".

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