Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia

Cisl, Furlan: "Servono infrastrutture, solo così riparte Messina e l'intero Sud"

L'analisi del segretario nazionale Cisl durante il congresso a Palazzo dei Leoni. Bloccati dalla burocrazia oltre 100 milioni di euro utili a realizzare nuove opere. "Non possiamo perdere altro tempo, in ballo ci sono 500mila nuovi posti di lavoro"

Lo sviluppo di Messina e dell'intera Sicilia passa dalle infrastrutture. 

Non ha dubbi il segretario nazionale Cisl Annamaria Furlan presente al Palazzo dei Leoni per il congresso che ha sancito la nomina di Antonino Alibrandi come nuovo massimo referente per la sezione provinciale del sindacato.

Per rilanciare l'intero meridione ci sono a disposizione 100 milioni di euro già stanziati ma rimasti intrappolati nella burocrazia. "I fondi disponibili creerebbero 500mila posti di lavoro - ha spiegato Furlan - e la realizzazione di nuove opere è l'unico modo per dare risposte concrete ai cittadini. Non c'è più tempo da perdere".

Nel discorso rientra anche il ponte sullo Stretto. "Sono favorevole - ha precisato l'esponente Cisl - ma serve a collegare la Sicilia al resto del Paese e per questo bisogna prima di tutto intervenire su strade e ferrovie attualmente esistenti ma vecchie e inadeguate. Bisogna individuare le priorità. Il sindacato si impegnera per promuovere un'azione comune con le istituzioni per far ripartire il territorio. Al centro bisogna mettere il tema del lavoro, della dignità e dello sviluppo per nuove sinergie con tutti gli attori in campo".

Furlan si aspetta una rottura con il passato per un 2020 che è appena iniziato. "Per Messina, come in tutta Italia,  al governo serve discontinuità rispetto al passato. Per troppi anni l'attenzione è stata su altro, il lavoro resta la priorità, partendo dalle regioni meridionali dove il tema dell'occupazione è drammatico".

Lavoro nero e salari minimi

Il segretario nazionale Cisl si è poi soffermato sul lavoro nero, una delle piaghe che riguarda il territorio messinese. "E' una battaglia che non si fa a parole, ma attrezzando le strutture dello Stato che possono combattere contro l'insicurezza, il capolarato e le tanti morti sul lavoro. Mancano ispettori, azioni coordinate tra i diversi soggetti che devono prevenire ogni tipo di irregolarità. Per tutti i sindacati è una priorità. 

Furlan ha poi individuato nei contratti irregolari la causa del netto divario salariale tra nord e sud. "I tanti contratti pirata provocano una netta differenza di stipendi tra nord e sud. Accordi al ribasso con nessuna tutela, a volte avallati da sigle sindacali inesistenti. In questo Paese c'è chi indossa la giacca del sindacalista e poi quella del datore di lavoro".

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