Economia

Scuola, anche a Messina la mobilitazione: "Non ci ascolta nessuno"

La protesta in Prefettura dei sindacati. Il coro di docenti e personale Ata contro le mancate risposte del governo. Sul tavolo gli organici ridotti, mancati finanziamenti e i dubbi sul futuro

Così come tutta Italia anche Messina è stata centro della vertenza scuola sollevata dai sindacati a livello nazionale. Questa mattina si è tenuto davanti la Prefettura un sit-in simbolico formato da cinque sindacalisti, nel pieno rispetto delle norme anti-coronavirus.

Ma alla protesta hanno partecipato virtualmente migliaia di persone tra docenti, alunni e personale Ata. In strada sono scesi i rappresentanti di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda. I sindacati hanno chiesto a gran voce il potenziamento degli organici del personale docente e Ata. Ma preoccupano anche le norme da seguire in vista del nuovo anno scolastico per contenere l'emergenza coronavirus.

Da qui la richiesta di rispettare il limite di 20 alunni per classe in caso di presenza di allievi con disabilità, la revisione dei parametri per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche, la messa in sicurezza degli edifici, normative che sottraggano i dirigenti scolastici da responsabilità improprie in merito alla manutenzione degli edifici, la previsione di un concorso riservato agli assistenti amministrativi facenti funzione di Dsga e il consolidamento della figura dell’assistente tecnico nelle scuole del primo ciclo.

I sindacalisti hanno quindi presentato un documento in Prefettura. I rappresentanti dei lavoratori hanno infatti puntato il dito contro il mancato dialogo con il governo e l'inesistenza di finanziamenti per il settore Scuola dal lontano 2008. Ma ci sono problemi strutturali e organizzativi a partire dagli arredi. Criticità che riguarda soprattutto il Messinese già fortemente penalizzato dalla didattica a distanza che ha acuito le differenze sociali di chi abita di in centri piccoli o quartieri disagiati. 

"Ci si aspetta – Carmelo Cardillo, segretario generale della Cisl Scuola Messina - che alla scuola venga riconosciuto un ruolo centrale nelle strategie che il nostro Paese dovrà adottare per superare le tante criticità già esistenti e ancora più evidenziate dalla pandemia che, senza l’ascolto di chi la scuola la vive tutti i giorni, non potranno essere rimosse. Di fronte alla netta chiusura al dialogo della ministra ed alla pallida apertura del premier Conte, la proclamazione dello sciopero di comparto è stata l’unica scelta possibile, anche se può sembrare fuori tempo massimo. Dobbiamo ringraziare le famiglie degli alunni che hanno affiancato nella didattica a distanza i docenti che, senza alcun salvagente, hanno percorso rotte inesplorate” per garantire l'indispensabile".

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