Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia

Sciopero dei commercialisti, arriva anche l'adesione dell'Aiace

L' associazione dei consumatori che ha sede nella capitale e a Giardini Naxos, sostiene la protesta proclamata nei giorni scorsi da tutte le sigle sindacali. Spartà: “Troppi danni causati da procedure complicate, occorre semplificare”

Giuseppe Spartà

L' associazione dei consumatori "Aiace", che ha sede nella capitale e a Giardini Naxos, sostiene lo sciopero dei commercialisti previsto per il 30 settembre.

"In quella data i professionisti - sostiene il presidente nazionale di Aiace, Giuseppe Spartá - sospenderanno la propria attività per puntare i riflettori sulle tante difficoltà che si registrano nella normale attività che vede quotidianamente impegnato il settore a contatto con norme spesso difficili da comprendere e procedure complicate. Il differimento dei versamenti delle imposte a causa dell'operazione Isa, comporterà, ad esempio, notevoli costi a livello di interessi allo Stato. Chi pagherà questi danni? Come rappresentanti dei consumatori chiediamo, inoltre, una semplificazione delle procedure per rendere più spedita ed efficace l'attività dei commercialisti che sono un ordine assolutamente importante per imprese, piccole aziende e privati cittadini. Una manifestazione questa dalla quale si spera possano nascere i presupposti per una discussione generale volta a risolvere, al più presto, le problematiche riscontrate".

La proclamazione dell’astensione è stata annunciata nei giorni scorsi da tutte le sigle sindacali Adc, Aidc, Anc, Andoc, Fiddoc, Sic, Unagraco, Ungdcec ed Unico, ed ha avuto il sostegno del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Adesso raccoglie anche quella di Aiace, sodalizio che vanta sedi in numerose località italiane. Molteplici sono le motivazioni che hanno spinto i professionisti verso questa azione: innanzitutto il caos creato con gli indici sintetici di affidabilità (Isa) ed il mancato accoglimento della richiesta di disapplicazione degli indici per l’anno 2018, o in subordine della possibilità di renderli facoltativi. Ma non solo: il perdurare della costante situazione di caos, con la semplificazione degli adempimenti da tempo promessa da tutte le forze politiche ma mai concretamente attuata e, su tutte, il mancato rispetto dello Statuto dei diritti del contribuente.

La protesta si concretizzerà con il mancato invio dei modelli F24 tra il 30 settembre e il primo ottobre, protesta che verterà solo sul non pagamento delle imposte dei commercialisti ed anche quelle dei clienti. Dal 29 settembre al 7 ottobre i commercialisti non parteciperanno ad alcuna udienza nelle varie Commissioni Tributarie. L’adesione alla protesta, nel rispetto di quanto sopra, non produrrà, a carico dei colleghi, il pagamento di sanzioni o interessi.

Sono quattro le richieste avanzate al Ministro Gualtieri: disapplicazione, o applicazione facoltativa, degli Isa per l’anno 2018; sistematica consultazione, nella formulazione di norme in materia di competenza della categoria, delle sigle sindacali e del Cndcec; concreta semplificazione e riduzione degli adempimenti; osservanza, senza eccezioni, delle disposizioni dello Statuto dei diritti del contribuente.

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