Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia

Coronavirus, dopo l'entrata di Messina nella "zona rossa" in crisi il 90% dei commercianti

La città fa i conti con l'inasprimento delle disposizioni contro il contagio da Covid-19. L'allarme lanciato dalle Confederazioni che rappresentano le imprese. A rischio circa 50mila lavoratori. Chiesto un fondo economico straordinario

Il primo giorno di Messina nella "zona rossa" si è rivelato fatale per i commercianti della città. Il 90% delle imprese, infatti, ha registrato un forte calo dei guadagni dovuto all'inasprimento delle disposizioni per evitare il contagio da coronavirus.

Dati allarmanti forniti da Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e CNA di Messina.

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Sono in tanti i commercianti ad aver deciso di abbassare le saracinesche. Per molti imprenditori rimanere aperti fino alle 18, così come disposto dal decreto #iorestoacasa risulta del tutto inutile poiché i maggiori incassi si registrano la sera. Da qui la scelta di chiudere e congedare i propri dipendenti con tutte le ricadute immaginabili sulle famiglie.

Le Confederazioni che rappresentano i commercianti messinesi, dopo i vari confronti con l'amministrazione comunale, hanno deciso di correre ai ripari attraverso un documento programmatico contenente tutte le richieste esposte nel corso degli incontri. Il testo verrà inviato alla deputazione nazionale e regionale, all’amministrazione comunale e al sindaco della Città Metropolitana Cateno De Luca.

I numeri del commercio messinese

I pubblici esercizi e le attività del commercio sviluppano lavoro per almeno 16mila persone nella città di Messina e per altre 32mila per il resto del comprensorio metropolitano. Si contano in totale 7.500 aziende a Messina e 14.000 in provincia. Il crollo degli introiti ha generato un’erosione della cassa che nel giro di pochi giorni rischierà di portare le attività all’insolvenza. "Soltanto - precisano i rappresentanti -  un robusto ed immediato aiuto finanziario da parte della Pubblica amministrazione può evitare che questo accada".

Le richieste di Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e CNA di Messina

  • Istituzione di un Fondo Economico Straordinario destinato ad aiutare finanziariamente e con immediatezza le imprese del settore dei Pubblici Esercizi e del Commercio. Un fondo straordinario per i pubblici esercizi e le attività del commercio che possa concedere immediati aiuti finanziari, con procedure semplificate, direttamente proporzionati ai mancati incassi corrispondenti a tutto il periodo di durata dell’emergenza sanitaria Covid-19, affinché le imprese possano far fronte ai pagamenti derivanti dai canoni di locazione, dalle utenze, dai debiti con i fornitori assistiti da garanzie, dalle rate degli investimenti, dalle anticipazioni necessarie per far fronte – in caso di concessione della cassa integrazione straordinaria in deroga – alle quote a carico dell’INPS. Il contributo sarà restituito in 60 mesi con decorrenza l’1 gennaio 2021, ad esclusione del 10% dell’importo concesso che dovrà essere a fondo perduto e che sarà destinato dalle imprese per saldare i canoni di locazione;  
  • sgravio totale dei contributi previdenziali, sanitari ed assicurativi per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria e comunque almeno fino al 31 ottobre 2020;
  • moratoria sulla tassazione fiscale di uguale durata;
  • moratoria di tutti i tributi comunali per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria e comunque almeno fino al prossimo 31 ottobre 2020.

Si tratta di  provvedimenti che,  se si vorrà scongiurare l’insolvenza delle imprese, dovranno essere tutti assunti da parte delle Autorità di Governo Nazionale, Regionale e Comunale, entro e non oltre il prossimo 16 marzo 2020.

Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e CNA di Messina auspicano che i commercianti e la cittadinanza si attengano scrupolosamente alle regole dettate dal Governo Nazionale, al fine di scongiurare il protrarsi di una situazione di estrema gravità dal punto di vista sanitario ed economico.

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