Giovedì, 13 Maggio 2021
Economia

Coronavirus, da inizio pandemia presentate all'Inps oltre 170 mila richieste di sussidi

Il dato si riferisce all'attività dell'Istituto previdenziale in Sicilia. Nel semestre aprile-settembre 2020 sono state concesse 99.633.949 ore di cassa integrazione con causale Covid 19, di cui circa 30 milioni (quasi un terzo) per cig in deroga

Presentato ieri, in modalità telematica, il Bilancio sociale Inps Sicilia 2019. Nelle relazioni svolte dal presidente del Comitato regionale Mimmo Binaggia, dal direttore regionale Maria Sandra Petrotta e dal direttore regionale vicario, Fabio Basiricò sono stati presentati, oltre a quelli del 2019, anche i dati riguardanti alcune prestazioni più attuali come quelle rientranti nei "prodotti" Covid 19. 

Dall'inizio dell'emergenza sono pervenute, fino a ieri, più di 170 mila domande: 49.540 di cig ordinaria (di cui autorizzate 47.519, il 98%); 25.784 domande di assegno ordinario a carico dei Fondi di solidarietà - Fis (di cui autorizzate 23.204, il 93%); 40.215 decreti regionali di cig in deroga (che sono stati tutti autorizzati oltre a circa 2 mila decreti che devono essere revocati da parte degli Uffici regionali); 54.651 domande di cig in deroga presentate direttamente all'istituto (di cui 49.008 già autorizzate, il 90%). Fino al 3 novembre sono stati disposti 903.454 pagamenti di integrazioni salariali a 220.635 beneficiari; dati che corrispondono, per il semestre aprile-settembre 2020, a ben 99.633.949 ore autorizzate di cassa integrazione con causale Covid 19, di cui circa 30 milioni (quasi un terzo) per cig in deroga.

“Questa presentazione – ha affermato Binaggia - mi consente di dare evidenza all’impegno registrato in tutto il territorio regionale dalle strutture Inps, peraltro testimoniato dall’apprezzamento proveniente dai rappresentanti dei patronati e dei professionisti abilitati. I protocolli d'Intesa – ha proseguito - si sono rivelati strumenti fondamentali per il miglioramento degli scambi di informazioni, nonché per la risoluzione di problematiche comuni. Noi riteniamo che questi strumenti debbano essere favoriti e potenziati, così come riteniamo che è necessario salvaguardare la  funzione principale dell'Istituto legata alla previdenza, partendo dalla separazione con l'assistenza (già oggetto di un accordo tra i sindacati e il governo) seppur gli accadimenti dell'anno corrente abbiano stravolto tale volontà. Se poi vogliamo riferirci alle particolari esigenze del territorio, non c’è dubbio che sempre più necessario si pone, a nostro parere, il rafforzamento della vigilanza ispettiva, alla quale è affidato il compito di verificare ed eventualmente sanzionare fenomeni illeciti o illegali. Noi pensiamo – ha concluso Binaggia – che sia altresì necessario ridare al territorio un ruolo centrale di cerniera tra i bisogni degli utenti e l'Istituto, con una particolare attenzione all'accoglienza e al ruolo dei patronati e dei  consulenti, così come è  necessario rendere certa l'esigibilità dei diritti, nei tempi e nella qualità così come declinata dalla 'carta dei servizi Inps' e ancora, rafforzare il sistema di comunicazione in modo da dare certezza anche all'utenza meno sensibile, in particolare anziani, oggi esclusi. Un’altra priorità è, per noi, quella di dare omogeneità nazionale sul tema dell'invalidità civile, che comprenda anche la riorganizzazione del comparto medico oggi carente sul fronte interno, per mancanza di addetti, e sul fronte esterno affidato da oltre 10 anni a un precariato ingiustificato, con un organico estremamente insufficiente”.

"Quest’anno – ha quindi spiegato il direttore regionale Sicilia Maria Sandra Petrotta - la rendicontazione sociale costituisce l’occasione per misurare anche la performance degli uffici dell’Inps in Sicilia durante il periodo dell’emergenza sanitaria da Covid 19, iniziato a metà febbraio e tutt’ora, purtroppo, in corso. Questo perché – ha proseguito - di fronte all’eccezionalità dell’emergenza, l’analisi dei dati limitata ai risultati realizzati nel 2019, non avrebbe reso giustizia all’impegno straordinario ed allo sforzo produttivo espresso dai 2.200 dipendenti dell’Inps in Sicilia. I dati del 2019 che presentiamo nel Bilancio sociale, sono senz’altro pregevoli – così come lo sono quelli riguardanti i cosiddetti 'prodotti Covid 19' che, da un lato, hanno richiesto un’attenzione particolare ed aggiuntiva rispetto alle aspettative della nostra utenza, oltre che un massiccio impiego di risorse umane dedicate e, dall’altro, hanno contribuito a rendere più sopportabile l’impatto del lockdown imposto dai provvedimenti governativi del periodo emergenziale".

Oltre ai consulenti del lavoro, ai commercialisti e agli Enti di patronato, il direttore regionale ha ringraziato, in chiusura, il personale dell’Istituto “che ha mostrato pure in quest’occasione impegno e dedizione al lavoro, spesso anche oltre ogni legittima aspettativa, consapevole dello stato di bisogno dei lavoratori temporaneamente sospesi. E’ giusto ricordare che nel periodo di lockdown il Personale Inps ha lavorato per lo più da remoto, in smart working, in fasce orarie tra le più disparate: molti dipendenti hanno lavorato nelle primissime ore del mattino o nelle ore serali e perfino notturne perché la rete informatica dell’Istituto aveva tempi di risposta più veloci in quanto era meno congestionata”.

 Il direttore regionale vicario, Fabio Basiricò ha fatto il punto su alcune di quelle prestazioni che hanno più di altre caratterizzato l’attività svolta dalle strutture nel corso del 2019, passando in rassegna i dati concernenti, tra gli altri, la pensione anticipata con “Quota 100” e gli strumenti a sostegno della povertà.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Coronavirus, da inizio pandemia presentate all'Inps oltre 170 mila richieste di sussidi

MessinaToday è in caricamento