Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Edilizia a Messina, in dieci anni svaniti nel nulla oltre dodicimila posti di lavoro

La dura analisi della Uil nel comparto che rappresentava il motore dell'economia locale. “Dalla Regione e dal sindaco de Luca solo promesse. Si torni a parlare di risanamento e incompiute”. Così la mappa dei bisogni

«Una vera e propria macelleria sociale che si coniuga ad uno spropositato e predominante impiego di lavoro irregolare caratterizzato da una folle corsa al ribasso sul costo del lavoro che va a discapito dei diritti e della sicurezza dei lavoratori stessi”.

E' la dura denuncia che scaturisce studio effettuato dalla Uil Messina e dalla Feneal Uil, basato su un’articolata elaborazione di dati certi derivanti dall’incrocio dei numeri ufficiali provenienti dalla Cassa Edile, dall’Inps e dall’Inail, sugli ultimi dieci anni di edilizia a Messina e provincia.

Dieci anni a confronto, come da tradizione a Ferragosto, che testimoniano “il disfacimento totale” di un settore che era stato il volano dell'economia messinese.

Quello del sindacato - si legge nel documento - è “l’ennesimo appello, ormai forse inutile, finalizzato ad evitare la definitiva cancellazione del settore dell’edilizia e per evidenziare le cause che, senza se e senza ma, vedono un’evidente pesante corresponsabilità del governo nazionale (oggi in piena crisi), del governo regionale guidato da Musumeci e delle amministrazioni  comunale e metropolitana guidate dal sindaco di Messina De Luca”.

La disfatta in cifre

Due gli aspetti gravi ed agghiaccianti secondo il sindacato: 1) nel giro di dieci anni i lavoratori occupati sono scesi da 16.182 del 2009 a soli 4.138 del 2019. Si sono persi ben 12.044 posti di lavoro, vale a dire una secca diminuzione pari a -75%) il lavoro nero è vertiginosamente aumentato del 48%: i lavoratori in nero oggi presenti in un cantiere sono mediamente ben oltre il 74% della forza lavoro, ed infine il numero di gare aggiudicate in Provincia di Messina vede un segno negativo oltre il 66%

"Tutto ciò - spiegala Uil - ha provocato forti elusioni contrattuali, fiscali e contributive, nonché il mancato rispetto delle più basilari norme di sicurezza sul lavoro. Pertanto, è lapalissiano affermare che soltanto attraverso una radicale inversione di questi numeri la città e la provincia di Messina potranno realisticamente pensare ad un futuro di concreto sviluppo. Tutto il resto sono solo parole al vento poiché di chiacchere inutili e di vuote promesse siamo tutti abbondantemente stanchi”.

E qui, il sindacato chiama in causa il sindaco Cateno De Luca “impegnato solamente a fare lo sceriffo e a giocare sui social”.

Secondo il sindacato “De Luca non ha prodotto nessun atto amministrativo finalizzato a dare risposte al mondo del lavoro e in particolare al settore dell’edilizia”. E si chiede: “Come mai non parla più di risanamento e sbaraccamento? Ormai da troppo tempo affermiamo che il risanamento non è più rinviabile e che, fra l'altro, potrebbe rappresentare l'occasione per rilanciare concretamente il comparto dell'edilizia attraverso la costruzione di nuovi immobili, oltre a dare finalmente risposte ai cittadini coinvolti. Purtroppo, ad oltre un anno dalla costituzione dell’Arisme e dalle penose sceneggiate del sindaco De Luca caratterizzate dall’impegno solenne a realizzare lo sbaraccemento entro il 31 dicembre 2018, le baracche sono ben piantate al loro posto e di risanamento non parla più nessuno”.

Il sindacato ricorda inoltre le opportunità di sviluppo e di lavoro attraverso l’edilizia scolastica, sanitaria, la messa in sicurezza dei torrenti, il rifacimenti dei tratti stradali cittadini e metropolitani.

“Per non parlare delle grandi incompiute - scrivono - sulle quali ne abbiamo ripetutamente evidenziato la gravità dello stato dell'arte: approdi Tremestieri, opera essenziale per lo sviluppo infrastrutturale della nostra città ed ideale per ogni campagna elettorale, consegnato a alla Impresa esecutrice Co.ed.mar Srl a febbraio 2018 dall'amministrazione Accorinti e nuovamente a luglio 2019 dal sindaco De Luca, ma tutt’ora il cantiere è ostaggio di burocrazia; copertura dei torrenti come Il Biesconte-Catarratti, opera da oltre 30 milioni di euro che dopo oltre 20 anni di attesa aspettava di vedere l'inizio lavori ed ancora oggi dopo un agiudicazione provvisoria ad un consorzio di Imprese è oggetto di ricorsi amministrativi, quindi la realizzazione anche di quest'ultima opera continua a rimanere un miraggio, ma sempre utile per gli annunci social di questa Amministrazione; e, ancora, la Fiera di Messina col rifacimento del Teatro, il nuovo Tribunale, i Depuratori, ecc ecc.; per non parlare delle ingenti risorse previste dai fondi del masterplan e dei patti per Messina e per la Sicilia, che ormai, tranne per un improbabile miracolo, andranno inesorabilmente perse per soggettive responsabilità politico-amministrative con grave nocumento per lo sviluppo e l’occupazione”.

“Noi non ci fermeremo - conclude il sindacato - e nonostante il pessimismo della ragione la UIL Messina e la Feneal Uil proseguiranno, con forza e ad ogni livello, la battaglia per il lavoro: per un lavoro sicuro e per la rinascita economico-sociale del nostro territorio”.

Cifre Edilizia 2019-2

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