Smartworking e contratto, agitazione dei dipendenti comunali: "Lavoriamo in ambienti insicuri"

La mossa di Cgil e Csa dopo due assemblee con i lavoratori. Continua la polemica con il sindaco De Luca sui servizi erogati durante il lockdown. La lotta contro il contratto decentrato

Dipendenti comunali sul piede di guerra dopo il via allo stato d'agitazione appena indetto da Cgil e Csa. All'ordine del giorno delle due assemblee, rivendicazioni di carattere salariale, con una serie di istituti previsti dal contratto decentrato e che ad oggi non risultano liquidati, ma anche la polemica relativa al lavoro in smartworking e alle parole del sindaco De Luca.

I sindacati hanno anche sottolineato la mancata sicurezza di dipendenti e utenti con molti stabili comunali che non rispetterebbero i criteri minimi di igiene e salubrità, rappresentando un serio rischio per tutti i frequentatori. "Per molto meno - precisano i segretari Francesco Fucile e Santino Paladino - parecchie attività commerciali sono state sanzionate se non chiuse dalla stessa amministrazione". 

“Questo Comune – hanno affermato i sindacalisti – ha funzionato ed erogato servizi anche in pieno lockdown e sempre in piena emergenza sono stati raggiunti risultati che lo stesso sindaco ha avuto modo di esaltare, come l’approvazione del bilancio, la gestione dei fondi comunitari, la distribuzione dei sussidi, il rilascio delle carte d’identità in tempi europei”. Risultati che senza la dedizione e la professionalità di tutti i dipendenti non potevano essere raggiunti. Sullo smart working sono i numeri ed i confronti con altri enti che replicano alle illazioni: dopo la prima fase in cui lo strumento è stato “imposto” dal Governo Nazionale ed in cui comunque sono stati garantiti i servizi essenziali, il Comune di Messina ha registrato una percentuale di lavoratori in presenza ben maggiore financo di quella prevista dalla normativa".

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Cgil e Csa hanno quindi approvato un documento con il quale è stato dichiarato lo stato di agitazione, dando mandato nell’immediato ai sindacati di diffidare i dirigenti ad adempiere alle prescrizioni del Contratto Decentrato, ponendo in essere gli atti necessari per la liquidazione delle spettanze maturate già dal 2019, e di attivare le previste procedure di raffreddamento davanti al Prefetto di Messina.

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