Economia Ganzirri

Torre Faro e Ganzirri, una trentina di disoccupati al sindaco: "Pescare per sfamare le nostre famiglie"

Un gruppo di senza lavoro dei due villaggi rivieraschi chiede di poter avere una deroga alla restrizioni in casa per poter andare a pesca e risparmiare sulle spese quotidiane

Sono disoccupati, vogliono dar da mangiare pesce alle loro famiglie risparmiando sulla spesa. Una trentina di persone, tra Ganzirri e Torre Faro, prima del coronavirus si dava da fare con lavoretti, pochi mesi di contratto e ammortizzatori sociali. Oggi chiedono al sindaco Cateno De Luca di poter avere una deroga a uscire dalle proprie abitazioni per andare a pescare, con la barca, e solo uno a bordo.

Uno di loro vuole che venga mantenuta la privacy, si fa portavoce e ci dice: "Siamo disoccupati, siamo pescatori dilettanti di Ganzirri e Torre Faro, non abbiamo partita Iva, vogliamo solo pescare per noi e i nostri parenti, siamo senza lavoro, come muratori che vivono alla giornata anche noi siamo così, sappiamo che per legge dobbiamo prendere cinque chili al massimo di pesce al giorno, se non sono di grandi dimensioni, il pescato lo portiamo a casa, non lo rivendiamo, se in questa fase si esce per poter ad esempio andare in ferramenta o acquistare articoli per bambini perché da soli non possiamo andare a pesca? Dal 4 marzo siamo fermi e viviamo come maggiori difficoltà di altri questo periodo, chiediamo al sindaco di uscire di casa per poter andare a pescare". Sarà possibile? Attraverso rappresentanti di Quartiere come l'ex consigliere Giuseppe Sanò si sta cercando di capire il da farsi.  

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