Economia

Fisco, Messina recupera 1.903 euro

I Comuni italiani hanno recuperato 109 milioni di euro, frutto di oltre 110 mila segnalazioni all'Agenzia delle Entrate. I dati emergono dal rapporto del Servizio Politiche Territoriali della Uil che ha elaborato i dati del provvedimento del Ministero dell'Interno

Le somme spettanti quest'anno ai Comuni per la loro partecipazione all'attività di accertamento fiscale e contributivo per l'anno 2018 ammontano a 11,4 milioni di euro in diminuzione del 14,1% rispetto all'anno precedente. Dal 2010, anno in cui fu introdotta la norma della compartecipazione dei Comuni al contrasto all'evasione fiscale, i Comuni hanno recuperato 109 milioni di euro, frutto di oltre 110 mila segnalazioni all'Agenzia delle Entrate.

Questi dati emergono dal rapporto del Servizio Politiche Territoriali della Uil che ha elaborato i dati del provvedimento del Ministero dell'Interno del 7 agosto 2019. "Se si analizza l'andamento delle somme recuperate - spiega Ivana Veronese, segretaria Confederale Uil - si è passati dai 1,1 milioni di euro del primo anno (2010), ai 2,9 milioni di euro del 2011, transitando per i 10,9 milioni di euro del 2012 e ai 17,7 milioni di euro del 2013. L'apice si è toccato nel 2014 con un incasso di 21,2 milioni di euro, per poi rallentare e diminuire costantemente a partire dal 2015. Il rapporto mette in evidenza come negli ultimi quattro anni sia diminuito il totale del premio riconosciuto ai Comuni per la loro compartecipazione al contrasto all'evasione fiscale e contributiva".

"I dati che emergono dall'analisi - commenta Ivana Veronese - sono alquanto deludenti, se si paragonano agli alti tassi di evasione fiscale e di irregolarità lavorativa nel nostro Paese, che secondo gli ultimi dati ammontano ad oltre 108 miliardi di euro. Tra l'altro i condoni o pace fiscale varati negli ultimi anni rischiano di rendere vana, nei prossimi anni, l'azione dei Comuni nel contrasto all'evasione fiscale e contributiva".

"I Comuni devono e possono, invece, fare molto in chiave antievasione non solo perché così si potrebbero recuperare risorse per ampliare i servizi ai cittadini o per abbassare le tasse a livello locale, ma anche perché una lotta serrata all'evasione fiscale e contributiva permetterebbe di ristabilire equità e giustizia sociale. Per questo chiediamo - continua Ivana Veronese - al Governo e al Parlamento di rendere strutturale, o almeno di prorogare, nella prossima legge di Bilancio il provvedimento che attribuisce il 100% del recuperato agli stessi Comuni che compartecipano al contrasto all'evasione".

Lo scorso anno sono stati 393 i Comuni (il 5,1% del totale dei Comuni) che hanno partecipato con la loro attività al contrasto all'evasione a fronte dei 433 dell'anno precedente (ad esclusione di quelli ubicati in Trentino Alto Adige che hanno una loro specifica legislazione). Tra i 393 Comuni che hanno attivato lo scorso anno l'attività di contrasto all'evasione fiscale vi sono 63 Città capoluogo di provincia.

"A livello di singoli Comuni - commenta Ivana Veronese - il Comune di San Giovanni in Persiceto (BO), lo scorso anno, ha recuperato 1,5 milioni di euro, migliorando la performance dell'anno precedente quando il recuperato ammontava a 635 mila euro. Segue la Città di Torino che lo scorso anno ha incassato 821 mila euro; Genova 760 mila euro; Milano 746 mila euro; Asiago (VI) 650 mila euro; Prato 417 mila euro; Bergamo 310 mila euro; Modena 246 mila euro; Cassina de' Pecchi (MI) 299 mila euro; Rimini 236 mila euro. Mentre se si analizza il dato riferito alle Città metropolitane, oltre alle già citate Torino, Milano e Genova - continua Ivana Veronese - Firenze ha incassato 153 mila euro; Reggio Calabria 146 mila euro; Roma 98 mila euro; Bologna 76 mila euro; Venezia 64 mila euro; Palermo 4.651 euro; Catania 3.163 euro; Messina 1.903 euro; Napoli 403 euro. Bari e Cagliari non hanno recuperato nulla".

A livello regionale, l'incidenza percentuale dei Comuni che hanno attivato accertamenti sul totale degli stessi, in Emilia Romagna è del 24,9% (83 Comuni); in Toscana del 12,3% (34 Comuni); in Liguria dell'8,5% (20 Comuni); in Veneto del 6,6% (38 Comuni); in Lombardia del 6,4% (98 Comuni). In valori assoluti, in Emilia Romagna il premio riconosciuto ai Comuni ammonta a 3,4 milioni di euro; in Lombardia a 3,3 milioni di euro; in Veneto a 1,1 milioni di euro; in Piemonte a 961 mila euro; in Toscana 938 mila euro; in Liguria 856 mila euro. In Basilicata e Val d'Aosta non è stato riconosciuto nessun premio, mentre in Molise il premio riconosciuto ai Comuni ammonta a 1.150 euro; in Umbria a 19.080 euro; in Puglia 20.816 euro; in Campania 34.137 euro. A livello provinciale, se si calcola l'incidenza percentuale dei Comuni che hanno attivato accertamenti sul totale degli stessi, in provincia di Ravenna il 55,6% del totale dei Comuni ha ricevuto il premio per la sua azione di contrasto; in provincia di Trieste il 50%; in provincia di Reggio Emilia il 35,7%; in provincia di Modena il 34%; in provincia di Ragusa il 33,3%.

In 24 province nessun Comune ha attivato le procedure di accertamento, mentre nella provincia di Asti solo lo 0,8% del totale dei Comuni ha attivato i procedimenti di accertamento; nella provincia di L'Aquila e di Messina lo 0,9%; nella provincia di Chieti e Lecce l'1%. In valori assoluti, i Comuni ubicati in provincia di Bologna hanno incassato complessivamente 1,7 milioni di euro; in provincia di Milano 1,7 milioni di euro; in provincia di Torino 951 mila euro; in provincia di Bergamo 831 mila euro; in provincia di Genova 815 mila euro. Mentre in provincia di Crotone i Comuni hanno incassato 12 euro; in provincia di Verbania e Lodi 50 euro; in provincia di Biella 100 euro; in provincia di Chieti e de L'Aquila 200 euro.

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