Economia

Crias, ritardi nei fondi per l'acquisto di materie prime e attrezzature: artigiani appesi a un filo

Intoppi nell'assegnazione dei finanziamenti, una vera boccata d'ossigeno per le imprese. A Messina li ha richiesti il 98% delle aziende. Ma per il referente Alessandro Allegra: "E' tutto regolare"

Da un lato i tempi della burocrazia, dall'altro artigiani, agricoltori e commercianti che aspettano fondi indispensabili per andare avanti con le loro attività. Appesi ad un filo. Chi aspettava i fondi i primi di luglio, deve ancora attendere e le motivazioni sono vaghe.

C'è qualche intoppo sulla concessione dei finanziamenti che la Crias ha riconosciuto alle imprese siciliane, pratiche ferme con le quattro frecce in attesa che la situazione si sblocchi. La Crias ha tre linee di credito. L'ultima delibera Crias di Messina per le pratiche a medio termine e scorte risale al 22 maggio. Le pratiche già esitate che giacciono a Catania sono 8 di scorte e 8 di medio termine. Per le pratiche di esercizio, invece, l’ultima delibera della Crias di Messina è stata fatta a giugno (le pratiche di esercizio sono quelle “standard” a cui si riferiscono i 13 milioni messi a disposizione di recente dalla Regione).

Dalla Crias di Catania, da cui dipende tutta la regione, per il visto finale e l'approvazione dei fondi, risultano ferme le pratiche scorte e medio termine degli artigiani di Messina.

Secondo i responsabili della Crias, comunque, procede tutto regolarmente. "La macchina amministrativa  - spiega Alessandro Allegra di Confartigianato - va avanti senza intoppi. Bisogna capire da cosa dipendono le criticità, spesso sono gli stessi richiedenti a presentare la domanda sprovvista di alcuni documenti. I tempi necessari affinché tutto vada in porto richiedono comunque dai 4 ai 6 mesi, al momento stiamo esitando le pratiche di marzo".

I fondi di rotazione sono una vera e proprio boccata d'ossigeno per imprese e associazioni di categoria che operano in un contesto problematico e minacciato dalla crisi. Messina non fa eccezione. "Il 98% delle aziende messinesi - precisa Allegra - accedono ai fondi di rotazione, sono un aiuto concreto e facilmente accessibile per poter portare avanti un'attività. Solo in pochi infatti possono permettersi di andare avanti da soli in una regione complicata come la Sicilia".

Lo scorso mese dalla Regione sono state approvate 520 pratiche per finanziamenti a diverse attività artigiane, officine meccaniche, produzioni alimentari, oreficerie, centri estetici per oltre dodici milioni di euro. Forse l'ultimo atto prima che diventi operativo l'Irca, il nuovo soggetto che prenderà il posto di Ircac e della stessa Crias, nella gestione delle agevolazioni finanziarie in favore delle imprese artigiane e cooperative. Un accorpamento voluto dalla giunta Musumeci e già entrato in vigore con l'approvazione del regolamento.

"Siamo in attesa che il Consiglio di giustizia amministrativa dia il suo parere - precisa l'assessore regionale all'Economia Gaetano Armao - come da regolamento. Tutto l'iter è stato completato comprese le consultazioni con le categorie associate". 

Attualmente, il direttore generale della Crias, Lorenza Giardina, è un facente funzioni da almeno dieci anni. Di recente è diventata anche direttore generale dell'Ircac, in sostituzione del direttore andato in pensione, anche in vista dell'accorpamento (legge 1 del 2018)  che potrebbe decollare dopo il parere del Cga.

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