Lunedì, 15 Luglio 2024
Economia

Fondi sottratti alla Sicilia per il Ponte, Schifani a muso duro: "Non si ripeta più, si aprirebbe un conflitto istituzionale"

Il presidente della Regione resta fermo sulla sua posizione dopo la rimodulazione dei fondi per l'infrastruttura. Si tratta di somme "prelevate d’autorità dal governo nazionale per un importo addirittura maggiore di 300 milioni di euro"

"Le grandi opere le fai perché sei convinto che portino sviluppo, è chiaro che su un ponte degli italiani che non unisce Messina a San Giovanni ma con un treno veloce Palermo al resto del mondo, metterci una fiche è normale". Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini intervenendo a Palazzo Barberini a Roma alla presentazione del libro 'Fatti per unire' torna così sulla questione dopo le polemiche seguite alla rimodulazione dei fondi per la realizzazione dell'opera decisa dal governo. "Sul ponte che unisce Sicilia e Calabria - prosegue Salvini - mia figlia che è in prima media può intuire che è il ponte degli italiani".

Ieri sulla vicenda è intervenuta anche la Regione siciliana con una nota nella quale ha fatto sapere che "la decisione governativa per cui la quota di compartecipazione della Sicilia debba essere di 1,3 miliardi di euro non è mai stata condivisa dall’esecutivo regionale".

E anche oggi le critiche alla decisione del governo nazionale proseguono. "Mentre tutte le analisi, a partire da quella dello Svimez, confermano che senza l’utilizzazione massiccia di risorse aggiuntive il Mezzogiorno rischia la più cruda recessione, vengono sottratti alla Sicilia e alla Calabria 1.600 milioni del Fondo di Sviluppo e Coesione per dirottarli sul Ponte dello Stretto. Proprio come nel gioco delle tre carte il ministro Salvini fa apparire e scomparire, a suo piacimento, le risorse", dichiarano in una nota congiunta il segretario confederale della Cgil nazionale Pino Gesmundo e i segretari generali della Cgil Calabria e della Cgil Sicilia, Angelo Sposato e Alfio Mannino.

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Anche Schifani insiste sulla propria posizione. "Il governo della Regione siciliana ha sempre condiviso la strategicità di questa grande opera - ha detto il presidente intervenendo oggi a Skytg24 -  essenziale per lo sviluppo del Mezzogiorno e di tutta l’Italia. Tanto da aver indirizzato a ottobre al ministro Salvini una nota con la quale lo si informava che la giunta, all’unanimità, aveva deliberato di essere pronta a collaborare con un miliardo di euro di risorse Fsc".

"Fondi - ha proseguito il governatore - che adesso sono stati prelevati d’autorità dal governo nazionale per un importo addirittura maggiore di 300 milioni di euro. Il tema è delicato perché costituisce un precedente. Occorre sempre una concertazione tra i vari livelli dello Stato, come prevede la Costituzione. Quindi mi auguro che questo fatto non si ripeta perché si aprirebbe un conflitto istituzionale che nessuno vuole", ha concluso Schifani.

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