Economia

Gicap e Like Sicilia si stringono la mano, market ceduti ma la Uiltucs parla di soluzione frettolosa

Duecentocinquanta dipendenti messinesi tirano il fiato, lasciano il Gruppo della famiglia Capone e non perderanno il posto. Restano esclusi dall'accordo i Punti vendita di Reggio Calabria. La Uiltucs pone dei dubbi

Avevamo scritto ieri che le novità sui supermercati erano all'ordine del giorno e gli scenari in continuo mutamento. E così è stato per la Gicap che ha raggiunto l'accordo con il Gruppo Like Sicilia. Alla Camera di Commercio si è tenuto l'incontro, presenti i dipendenti, dove è stata stabilita l'intesa tra il Gruppo Capone della Gicap e Like Sicilia. Duecentocinquanta gli addetti messinesi interessati alla cessione. Dall'accordo, in attesa del vertice al ministero dello Sviluppo Economico, restano fuori 9 Punti vendita di Reggio Calabria. La Gicap ha già presentato richiesta di concordato, Like Sicilia prende in affitto il ramo d'azienda della Gicap. Il trattamento di fine rapporto dei dipendenti sarà a carico della Gicap. I supermarket sono al momento vuoti in attesa che venga messo nero su bianco al patto ma presto torneranno ad avere gli scaffali pieni.

Ma in una nota la Uiltucs scrive: "Un’altra vertenza nella grande distribuzione tiene col fiato sospeso 700 lavoratori. Il prossimo 27 maggio si terrà al ministero dello Sviluppo economico l’incontro richiesto dalla Uiltucs e dalle altre sigle sindacali per discutere della salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori della Gicap. La società lo scorso 15 aprile aveva inviato una comunicazione di cessione ramo d'azienda di 42 negozi a insegna Ard, Sidis e Max Sidis  di Palermo, Messina e delle province di Enna e Siracusa, oltre a quelli presenti in Calabria, appartenenti alla famiglia Capone. La società subentrante, Like Sicilia, di totale proprietà di Apulia Distribuzione, un'azienda della grande distribuzione con sede in Puglia, ha chiesto alle organizzazioni sindacali di fare sottoscrivere ai lavoratori verbali di conciliazione dai contenuti ritenuti piuttosto discutibili che prevedevano, tra l'altro, la rinuncia da parte del lavoratore ad una parte delle spettanze, oltre a deroghe ai propri contratti individuali. In sostanza l'azienda vorrebbe subentrare senza obblighi pregressi e dunque senza debiti verso i lavoratori".

La Uiltucs, assieme alle altre sigle, per avere certezza della regolarità del percorso procedurale richiesto dalle società, ha chiesto il supporto del ministero dello Sviluppo economico. Il segretario generale della Uiltucs Sicilia, Marianna Flauto, spiega che "Nel solo ed esclusivo interesse dei lavoratori, abbiamo chiesto al ministero di convocare le parti per potere trovare in quella sede una soluzione che abbia il suggello istituzionale. Una vertenza così delicata e spinosa, anche alla luce delle deroghe richieste, non può definirsi  frettolosamente perché si rischia di mettere a rischio gli interessi dei lavoratori. Siamo disponibili a trovare soluzioni che garantiscano tutti i livelli occupazionali dopo aver chiarito alcuni aspetti ancora confusi della vertenza". 
 

Restano in ballo tutte le altre vertenze: Sma-Simply, Cash and Carry e Spaccio Alimentare

https://www.messinatoday.it/economia/supermercati-vendite-messina-marchi-vertenze.html

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