Economia

Blu Navy, il gruppo Caronte entra nella società dei traghetti di Elba

L'operazione è passata attraverso la fiduciaria del Monte dei Paschi di Siena ed ha portato alla nomina del messinese Rosario Donato all'interno della compagnia Marittima

A portare avanti l’operazione è stata la Fiduciaria del Monte dei Paschi di Siena. Il 25% della compagnia di traghetti di Elba, Blu Navy, è così passato sotto l’ombrello della Caronte & Tourist della famiglia Franza e Matacena.

Una partecipazione che cambia la governance della società marittima che ha portato alla nomina di Rosario Donato, responsabile marittimo in quota alla Caronte & Tourist, nel nuovo consiglio di amministrazione.

Collegamenti nello Stretto, il nuovo calendario Caronte&Tourist

L’operazione ha di fatto messo in minoranza i soci storici della compagnia, Finsea e Bolzaneto Container, espressione delle famiglie genovesi Negri e Schenone, che sono stati messi in minoranza dalla cordata degli altri soci storici, l’associazione degli albergatori isola d’Elba e la società Elbasol. Il nuovo amministratore delegato è Gianluca Morace.

Ma come si è arrivato a questo ribaltone?  All’origine di tutto la leva finanziaria rappresentata dalla compagnia messinese su uno dei traghetti in servizio per la Blu Navy, l’Acciarello.

Oltre i collegamenti con Piombino e Porteferraio, la Blu Navy, che presenta bilanci in utile, assicura anche i collegamenti internazionali fra la Sardegna e la Corsica, tra i porti di Santa Teresa di Gallura e Bonifacio.

L’ingresso nel capitale della piccola compagnia diversifica gli investimenti del gruppo Caronte & Tourist, che è già presente con una linea marittima con La Maddalena in Sardegna e porta avanti da tempo las diversificazione verso i porti della Yugoslavia.

All’origine della strategia del gruppo, c’è quella di assumere sempre più i caratteri di operatore nazionale, al fine di non incorrere in una nuova indagine dell’Antitrust nazionale che potrebbe rilevare la posizione dominante nell’area non  solo dello Stretto, ma anche in quelle delle isole minori siciliane dove, attraverso il contratto di servizio acquisito per le tratte sociali dalla Siremar, un contratto da quasi un miliardo di euro tra contributi diretti e sgravi fiscali in dieci anni, il gruppo assicura con le sue partecipazioni incrociate i collegamenti dalle Egadi alle Eolie, alle Pelagie.

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