Domenica, 19 Settembre 2021
Economia

Continuare a fare impresa: Hotaly e Montalbano, la Sicilia che non si arrende

Due giovani realtà impegnate nel rilancio economico del territorio attraverso una sfida imprenditoriale totalmente “made in Sicily”, una pandemia mondiale a cui far fronte con le sole proprie forze, un’ulteriore scommessa che diventa speranza grazie alla riconversione della loro produzione: una storia di coraggio su come reinventarsi facendo network

Si trovano una nel polo industriale catanese e l’altra a Carini, nel palermitano: sono Hotaly Srl e Montalbano Recycling, due aziende siciliane coinvolte attivamente da quasi un anno nel Distretto Meccatronica, il primo polo produttivo in Italia con una filiera completa di dispositivi anti-Covid prodotti in Sicilia che comprende la produzione di mascherine chirurgiche e Ffp2, camici, tute e gel igienizzante.

Entrambe con un progetto iniziale dalla visione decisamente innovativa e contemporanea: Hotaly è una giovane azienda nata nel 2019 che produce e confeziona prodotti monodose alberghieri naturali attraverso impianti di ultima generazione. A distinguerla nel settore, un’attenzione e una sensibilità all’impatto ambientale e all’ecosostenibilità dei suoi prodotti. Montalbano Recycling è un’azienda con esperienza decennale nella progettazione e costruzione di impianti tecnologici ed ecocompatibili destinati al settore dello smaltimento e del riciclaggio. Innovazione, tecnologia e avanguardia sono da sempre i caratteri distintivi di questa realtà.

Hanno reagito ai primi difficili mesi di pandemia globale, grazie a questo nuovo quanto inaspettato investimento sinergico, in un’ottica di collaborazione, network e supporto reciproco, proprio nel periodo in cui moltissime realtà in Italia vedevano le proprie produzioni arrestarsi drasticamente.

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Una squadra che è riuscita a produrre dispositivi di altissima qualità, più di 130 mila pezzi al giorno, riconvertendosi proprio nella fase iniziale dell’emergenza Covid-19. Un supporto concreto al Paese in termini di forniture made in Italy, ma anche una possibilità di lavoro per gli oltre 140 dipendenti e le 200 persone coinvolte tra indotto e fornitori del progetto Meccatronica.

Ma nonostante l’entusiasmo ritrovato e una produzione ben collaudata, gli sforzi richiesti per le aziende non sono stati indifferenti: “Non è stato facile non poter contare su alcun tipo di sostegno o supporto pubblico, chi ha creduto veramente in questa sfida durante un momento così drammatico sono state solo realtà private. Anche la burocrazia come spesso accade, non è stata dalla nostra parte. Abbiamo dovuto crederci fortemente per non mollare”. Con queste considerazioni, gli amministratori delle due aziende, descrivono il mancato supporto, non solo sul piano economico e tutt’oggi atteso, durante la delicata fase di riconversione.

A un anno esatto dall’inizio della pandemia, le due realtà guardano al presente che le vede protagoniste della filiera, ma senza abbandonare la visione di rilancio dei loro rispettivi progetti iniziali. “Quando questa emergenza sarà finita, vogliamo riprendere da dove ci eravamo fermati, anzi siamo già a lavoro perché questo periodo difficile possa lasciarci momenti di riflessione, ma anche di crescita e intuizioni per sfide future.”

"Le aziende del Distretto Meccatronica dimostrano come intuizione e coraggio imprenditoriale possono trasformare un momento di profonda crisi in una opportunità per le imprese che riconvertono le loro produzioni in DPI anti covid per soddisfare il fabbisogno dei siciliani", dichiara Antonello Mineo  Presidente Distretto Meccatronica.
 

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