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Venerdì, 12 Agosto 2022
Economia

Immatricolazioni autobus, calo a Messina del 23,5% in un anno ma è prima in Sicilia per il trasporto merci

il 2021 avrebbe dovuto essere l’anno del rilancio per il settore dei trasporti. Ma si può parlare di vera ripresa? Lo studio che mette in evidenza le tendenze a livello nazionale. In provincia più del 43% degli autobus supera i 20 anni

Dopo la crisi vissuta nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria ed economica, il 2021 avrebbe dovuto essere l’anno del rilancio per il settore dei trasporti. Ma si può parlare di vera ripresa? Per rispondere a questa domanda e capire le evoluzioni che hanno trasformato il comparto dei mezzi pesanti per il trasporto di merci e persone dopo il primo anno di pandemia sia a livello nazionale, sia a livello locale, Continental ha realizzato la seconda edizione dell’Osservatorio sui macro-trend del trasporto pesante. Lo studio fa emergere le tendenze evidenziate dallo sviluppo del parco circolante in Italia e in Sicilia, attraverso l’analisi dei dati sulle immatricolazioni, i tipi di alimentazione, l’anzianità e la categoria euro.

Immatricolazioni autobus, calo del 23,5%

Il comparto dei mezzi pesanti per il trasporto merci in Italia ha chiuso il 2021 con 24.168 immatricolazioni, in crescita rispetto al 2020 del 23,2%.

La Sicilia segue la scia positiva e segna un aumento del 41,4%, immatricolando 1.513 nuovi mezzi. Messina conquista il podio con l’88,5% e 181 nuove targhe. Il settore nazionale del trasporto persone mostra un importante segnale di crescita, con 4.091 mezzi immatricolati nel 2021 a fronte dei 3.404 del 2020 (+20,2%) Tra le regioni in negativo la Sicilia registra un calo pari al -42,3% e 112 targhe. Messina segue il trend regionale anche se presenta un calo minore (-23,5%) con solo 13 nuovi mezzi.

Alimentazione, il 98% degli autobus è a gasolio

Nel 2021 in Italia il parco circolante di autocarri merci ha raggiunto le 4.290.042 unità. A livello di alimentazione, la situazione nazionale rimane pressoché invariata rispetto al 2020 con una netta predominanza del gasolio. Si nota una crescita, seppur timida, delle alimentazioni alternative. La Sicilia vede l’elettrico a quota 0,1% e l’ibrido allo 0,2%. La percentuale di autocarri alimentati a gasolio rimane preponderante (93,2% del parco).

Messina presenta la percentuale di ibridi allo 0,1% mentre i mezzi elettrici sono inesistenti. I mezzi a gasolio scendono al 91,5%.

Il parco autobus nel nostro Paese registra invece, nel 2021, 100.199 unità. Anche in questo contesto, dal punto di vista dell’alimentazione, il panorama è stabile rispetto al 2020, sebbene con qualche piccolo segnale di miglioramento: la maggioranza dei mezzi in circolazione rimangono a gasolio, mentre le quote di elettrico e ibrido crescono ma non superano l’1%.

Per le fonti alternative, in Sicilia l’ibrido si annulla mentre l’elettrico arriva allo 0,8%. Il gasolio supera di poco il 95% e il metano tocca il 3,4%.

Messina presenta un parco circolante composto quasi esclusivamente da mezzi a gasolio (97,9%) anche se la provincia registra una quota “elevata” per i mezzi elettrici raggiungendo l’1,5%. Autobus ibridi e a metano si annullano.

Categoria Euro: a Messina gli autobus Euro 0, 1 e 2 segnano il 44,7%

Le categorie euro più presenti a livello nazionale nel comparto del trasporto merci sono Euro 5 ed Euro 6 che, insieme, crescono e nel 2021 raggiungono il 35% del totale. Una percentuale elevata che supera la quota delle categorie più vecchie, dalla 0 alla 2. Ciò nonostante, è da notare quanto sia ancora diffusa la classe Euro 0 che, da sola, arriva al 15%.

La situazione in Sicilia è più delicata in quanto il parco è composto per la maggior parte da Euro 0 che, da soli, toccano il 27,8%. In generale, le classi più vecchie fino all’Euro 2 superano il 49%. La percentuale crolla considerando le classi meno inquinanti che registrano solo il 16,1%.

Messina segna la quota più elevata sia per la presenza di Euro 0 (30,4%) che per la fascia Euro 0 – 2 con il 52,8%. Le categorie Euro 5 ed Euro 6 scendono vertiginosamente al 14,2%, quota più bassa della regione.

In aumento rispetto al 2020, in Italia, la percentuale di autobus appartenenti alle categorie Euro 5 ed Euro 6 si attesta al 42,3%. Stupisce negativamente la quota degli autobus di categoria Euro 0 ancora in circolazione, che rappresentano l’11,8% del parco.

Ben sopra la media nazionale, in Sicilia gli Euro 0 arrivano al 20,1% mentre gli Euro 5 ed Euro 6 al 28,1%.

Nella provincia di Messina il tasso di Euro 0, 1 e 2 raggiunge il 44,7% e, poco al di sopra della media regionale, i soli Euro 0 toccano il 21,4%. Nella provincia un mezzo su quattro appartiene alle classi più giovani.

Anzianità, quasi il 43% degli autobus supera i 20 anni di età

Il trasporto merci italiano è caratterizzato da una preponderanza di mezzi tra i 15 e i 20 anni e le categorie “da 30 anni in poi” rappresentano il 15% del parco circolante. I veicoli recenti “da 0 a 10 anni” arrivano al 33,3%, anche se risulta ancora basso il dato relativo agli autocarri di massimo un anno (4%).

In Sicilia, invece, la fascia d’età più diffusa si alza a 20-30 anni (21,1%). Coerentemente, le percentuali per le categorie più giovani si abbassano: il 15,8% dei mezzi ha massimo 10 anni e solo l’1,6% massimo un anno.

Messina registra la quota più bassa di autocarri con massimo 10 anni con il 13,4%. Qui la percentuale del parco che ha più di 20 anni è la più elevata e raggiunge il 52%.

Per il trasporto persone nazionale la fascia di anzianità tra 0 e 5 anni rappresenta il 20,5% del totale. Una quota in crescita di un punto percentuale rispetto allo scorso anno, ma ancora altamente superata dai mezzi vecchi di oltre 20 anni.

In Sicilia la fascia di oltre 20 anni cresce notevolmente rispetto a quella nazionale (38,2% rispetto a 26,9%). In regione i mezzi con un’età massima di 5 anni superano di poco il 13%.

Messina ha una percentuale di autobus oltre i 20 anni che sfiora il 43%. Qui quasi un mezzo su cinque ha tra i 15 e i 20 anni e il tasso di mezzi giovani, da 0 a 5 anni, è solo del 15,6%.

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