Economia Lipari

Imprese Eolie a rischio chiusura, 240 aziende consegnano le chiavi a Comune e Agenzia entrate

A sostegno delle attività al collasso il presidente di Confesercenti e Assoturismo Vittorio Messina: "Necessari interventi specifici non solo per fronteggiare le conseguenze economiche del lockdown ma per rafforzare le strutture sanitarie"

Il Covid-19  ha messo in ginocchio il turismo generando un’emergenza nell’emergenza che riguarda le imprese che svolgono la loro attività nelle Isole minori che rischiano di non ripartire. Questa notte 240 aziende di AssoImpreseEolie hanno consegnato in segno di protesta le chiavi delle proprie attività al Comune di Lipari e all’Agenzia delle entrate.

A intervenire sulla scottante situazione il presidente di Confesercenti e Assoturismo Vittorio Messina che ritiene necessari  interventi specifici “non solo per fronteggiare le conseguenze economiche del lockdown ma per rafforzare le strutture sanitarie- afferma Messina-
locali in modo da assicurare un’assistenza adeguata agli aspetti legati alla contingenza. I problemi maggiori riguardano infatti quelle strutture ricettive che probabilmente saranno costrette a non aprire e che devono avere una forma di ristoro che consenta loro di compensare i danni subiti. Inoltre per quelle strutture, e non solo quelle ricettive, che dovessero riprendere laloro attività bisogna fare in modo che operino in assoluta sicurezza sia per quanto riguarda gli addetti ai lavori e la popolazione locale che per i visitatori. In questo senso i protocolli da adottare rappresentano un buon viatico per prevenire eventuali contagi ma occorre anche attrezzare le strutture sanitarie per intervenire tempestivamente nel caso in cui questi dovessero manifestarsi".

Messina fa notare come  le misure di aiuto previste dall'ultima finanziaria regionale abbiano escluso le isole minori: “che pur essendo tra le mete più ambite del turismo estivo presentano, comprensibilmente, situazioni diverse con problemi più complessi" e annuncia che si farà "portavoce di queste istanze,  con un nostro specifico contributo affinché gli operatori turistici delle isole minori non abbiano a pagare un prezzo molto alto a causa di una crisi pesantissima per un comparto che rischia di vedere cancellata la stagione 2020 e che per si occupa di
turismo in un contesto obiettivamente più fragile le conseguenze possono essere ancora più gravi".

Secondo Messina occorre rivedere "anche in prospettiva della ripresa, quando sarà effettiva, lo stato dei collegamenti, sia aerei che
marittimi, per evitare gli inconvenienti del passato che non poco hanno penalizzato si i turisti che gli abitanti delle isole minori che sono comunque a tutti gli effetti territorio italiano".
 

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