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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Economia

L'Imu "sprint": chi deve pagare (con una sanzione) e quando scade

La formula del ravvedimento veloce serve a ridurre il peso delle sanzioni per l'omesso versamento della prima rata di acconto, scaduta il 16 giugno. Ecco come mettersi in regola

L'imposta municipale propria (Imu) è la tassa dovuta per il possesso di fabbricati, escluse le abitazioni principali classificate nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9, di aree fabbricabili e di terreni agricoli ed è dovuta dal proprietario o dal titolare di altro diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie), dal concessionario nel caso di concessione di aree demaniali e dal locatario in caso di leasing. L'Imu è stata introdotta, a partire dal 2012, in sostituzione dell'imposta comunale sugli immobili (Ici). La prima rata di acconto dell'Imu 2023 è scaduta lo scorso venerdì 16 giugno, ma è ancora aperta la possibilità del versamento per i contribuenti ritardatari che optano per il cosiddetto "ravvedimento sprint". La misura in questione è pensata per ridurre il peso delle sanzioni per l'omesso versamento della prima rata di acconto. Come funziona e come mettersi in regola? Facciamo chiarezza.

Per i contribuenti ritardatari la legge offre la possibilità di ravvedersi saldando il conto con una piccola maggiorazione che varia a seconda del ritardo accumulato nel pagamento dell'imposta. Il cosiddetto ravvedimento consente, infatti, di regolarizzare la propria posizione eseguendo spontaneamente il pagamento dell'imposta dovuta, a cui vanno aggiunti gli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito, e una sanzione in misura ridotta.

Questa procedura si chiama avvedimento "sprint" perché il contribuente in ritardo con il pagamento dell'acconto Imu può mettersi in regola pagando l'imposta dovuta più una sanzione ultra ridotta dello 0,1% giornaliero, a patto però di "ravvedersi" e rimettersi in linea con le richieste del comune entro il quattordicesimo giorno successivo alla scadenza ordinaria del 16 giugno. Con questo meccanismo, nel caso di un omesso o parziale versamento della rata scaduta il 16 giugno si può quindi approfittare della formula "sprint" fino a venerdì 30 giugno. Invece, dopo il 30 giugno, e fino a trenta giorni dalla scadenza, c'è il classico ravvedimento breve, con la sanzione applicata che sale all'1,5% a prescindere dai giorni di ritardo.

In ordine di tempo, c'è comunque anche la formula intermedia di ravvedimento, che consente di effettuare il pagamento tra il 31° e il 90° giorno successivo alla scadenza ordinaria, con una sanzione pari all'1,67%. Si va anche oltre: se il pagamento viene eseguito oltre i 90 giorni dalla scadenza, ma entro il termine di consegna della dichiarazione Imu relativa all'anno nel quale è stata commessa la violazione, il contribuente, per ridurre il carico delle sanzioni, può accedere al ravvedimento lungo con l'applicazione della sanzione al 3,75%. E infine c'è l'ultima opzione: oltre l'anno c'è il cosiddetto ravvedimento "lunghissimo": si paga una sanzione del 4,28% (fino a due anni dalla scadenza), oppure del 5% oltre due anni. I ravvedimenti si effettuano con il modello F24, anche in versione semplificata: bisogna barrare appunto anche la casella del ravvedimento.

Fonte: Today.it

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