Economia

Basta salari da fame, dibattito a Patti con Marta e Simone Fana su diseguaglianze e perdita dei nostri talenti

L'incontro organizzato dall’associazione Input e la Libreria “Capitolo 18” nella sala conferenze del Comune sulle questioni aperte al Sud: dall'emigrazione forzata al ricatto sociale

Political economy, mercato del lavoro ma soprattutto diseguaglianze sociali, la perdita dei nostri talenti e la mancata valorizzazione delle eccellenze che generano un'emorragia costante di conoscenza e competenze.

Saranno questi i temi al centro dell’incontro organizzato dall’associazione Input e la Libreria “Capitolo 18” di Patti che si svolgerà domani, 28 dicembre, nella sala conferenze del Comune di Piazza Mario Sciacca a partire dalle 18. L’occasione è data dalla presentazione del libro di Marta e Simone Fana “Basta Salari da Fame!”, edito da Laterza.

Alla presenza degli autori, attraverso i contenuti del testo e non solo, si proporrà una forte riflessione sulla fragilità del sistema sociale, sugli abusi perpetrati ai danni dei lavoratori, sulla negazione di diritti, quindi sull'iniquità dell'attuale sistema di regolazione economica in Italia. A partire da una precisa ricerca ed elaborazione di dati, gli autori esortano a riprendere la lotta per i salari e la dignità del lavoro.

Si parlerà di quelli che hanno salari orari di tre, quattro, sei euro lordi l'ora. Quelli costretti al lavoro gratuito o a un tirocinio a 400 euro al mese. Quelli sottoinquadrati e i troppi costretti a un part time involontario, spesso fittizio. “Ormai il mercato del lavoro è una giungla con una sola certezza: stipendi bassi e precari. Paghe da fame per un lavoro povero. – sono i contenuti del saggio - E se fosse proprio questo il problema che impedisce alla nostra economia di crescere? E se ricominciassimo a parlare di lotta salariale? È sull'impoverimento dei lavoratori, infatti, che molte imprese continuano ad accumulare profitti agitando di volta in volta il nemico esterno più utile alla propria retorica: gli immigrati, le delocalizzazioni, la tecnologia. Una narrazione che nasconde un interesse politico, diretto a garantire l'alto contro il basso della società, i profitti dei pochi contro i salari dei molti. Ma la consapevolezza che le crescenti disuguaglianze originano dai salari e dalle retribuzioni è tornata con forza nel dibattito pubblico e alimenta le lotte dei movimenti sociali a livello globale”.

Marta Fana, ricercatrice, si occupa di political economy, in particolare di mercato del lavoro, organizzazione del lavoro e disuguaglianze economico-sociali. E' membro della redazione di “Jacobin Italia” ed è reduce dal successo del libro-denuncia “Non è lavoro, è sfruttamento” (Laterza, 2017)

Simone Fana, si occupa di servizi per il lavoro e la formazione professionale. E' membro della redazione di “Jacobin Italia”, ha scritto per “Internazionale”, “Left” e “Sbilanciamoci.info”. E' autore del libro “Tempo Rubato. Sulle tracce di una rivoluzione possibile tra vita, lavoro e società” (Imprimatur 2018)

Le tematiche che affrontano si configurano come fondamentali e intrecciano tutte le questioni sociali aperte. Ad esempio: da un lato c'è il dramma dell'emigrazione forzata dal Sud, con il conseguente depauperamento delle reti di solidarietà sociale e della ricchezza di interi territori, cui segue l'atterraggio di centinaia di migliaia di giovani e meno giovani nei circuiti del lavoro precario e sottopagato, mentre solo in pochissimi riescono ad accedere ad una condizione di stabilità e dignità; e dall'altro la fragilità del lavoro nelle zone di forte emigrazione, dove la normalità è il ricatto sociale senza speranze.

L'aumento dei salari e la diminuzione dei grandi profitti a livello italiano, europeo e globale sono proprio le politiche da cui partire per riaffermare la dignità delle persone a tutti i livelli - ed in ogni parte del mondo - e dare una nuova prospettiva alla nostra economia.

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