Lunedì, 20 Settembre 2021
Economia

Coronavirus, gestori di locali consegneranno le chiavi al sindaco De Luca

Domenico Anna, Marco Di Mauro e Giovanni Imbesi che rappresentano più di duecento titolari di sale da ballo, ristoranti, pub e bar hanno deciso di passare alla protesta. Due le manifestazioni in programma

Domenico Anna, Marco Di Mauro, Giovanni Imbesi: sono tre commercianti indipendenti che rappresentano oltre duecento gestori di locali nel capoluogo e hanno deciso di aderire all'iniziativa del comparto Horeca (bar, ristoranti, albergatori), che ha indetto una protesta contro il Governo colpevole - a loro dire - di non avere tenuto conto della grave situazione nella quale si trovano tutti gli operatori di settori nevralgici per l'economia del Paese. Consegneranno le chiavi delle attività commerciali al sindaco Cateno De Luca.

L'iniziativa, denominata Risorgiamo Italia, si articolerà in due giornate: il 28 aprile alle 21, i gestori dei locali , muniti di guanti e mascherine, raggiungeranno il proprio locale, accenderanno insegne e luci per 15 minuti. Il tutto verrà documentato attraverso video. Il giorno successivo, il 29 aprile, consegneranno al sindaco, la chiave simbolica dei propri locali, affinché si faccia portavoce a livello nazionale. Saranno, infine, rescissi virtualmente i contratti d’affitto per causa di forza maggiore. "La manifestazione, che si terrà in tutto il territorio nazionale, ha, quindi, lo scopo di far sentire la voce degli operatori e di sensibilizzare il Governo che dovrà intervenire se vorrà evitare una "strage annunciata" come la chiusura di bar, ristoranti e affini.  “Le nostre state chiuse per decreto, i ricavi sono stati azzerati, siamo stati privati del nostro lavoro e delle libertà - si legge - consapevoli del dramma sanitario che si stava abbattendo sull’intero paese, abbiamo accettato questi enormi sacrifici di buon grado. Oggi, con una sola voce, vogliamo manifestare in migliaia la delusione di chi è stato lasciato solo con le proprie spese, i dipendenti, gli impegni economici pregressi e le incertezze future. A fronte della nostra grande disponibilità -spiegano i gestori dei locali-, l’azione del governo fino ad oggi si è dimostrata tardiva ed insufficiente. Ci è stata premessa liquidità e non ci sono arrivate neanche le dovute garanzie. Quando si parla di fase due o fase tre, vengono contemplati parametri insostenibili, distanze incolmabili con una riduzione del 70% dei coperti disponibili e tutte le responsabilità a carico dei gestori. Aprire con il 30/40% dei ricavi ed il 100% dei costi con ulteriori responsabilità penali a carico. Per i locali di pubblico spettacolo la data della riapertura non è nemmeno all’orizzonte. Questo è un gioco al massacro cui non vogliamo partecipare. Senza le dovute garanzie -concludono- non riapriremo!”.

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