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Domenica, 22 Maggio 2022
Economia Lipari

Lavoro a Lipari, manifesti anonimi "Cercasi schiavo": per la Confesercenti si criminalizzano le aziende

Nella notte sono apparsi poster molto chiari ma senza una firma di rivendicazione, arrivano le risposte di Alberto Palella e Dominga Monte

Manifesti provocatori per le strade di Lipari: "Cercasi schiavo per la stagione estiva". Nel giorno della festa del Primo Maggio e in vista delle assunzioni estive stagionali alle Eolie anonimi hanno tappezzato alcuni punti dell'isola con questi poster di critica nei confronti delle aziende locali. 

Il presidente di Confesercenti Messina Alberto Palella e la dirigente di Confesercenti Isole Eolie Dominga Monte hanno risposto così: “I manifesti anonimi che la scorsa notte sono stati affissi abusivamente per le strade di Lipari – esordiscono Palella e Monte -  mostrano la voglia di qualcuno di riportare indietro la storia, intossicando il rapporto tra imprese e lavoratori, alimentando il conflitto sociale, più che individuare le soluzioni”. “Negli ultimi due anni – continuano Palella e Monte - le imprese eoliane hanno faticato moltissimo e per evitare di chiudere gli imprenditori sono stati costretti a finanziare con il loro patrimonio le casse aziendali. L’impazzimento dei prezzi d’acquisto delle materie prime, delle utenze ed in genere di tutto, prospetta poi una stagione in chiaro-scuro”. “In questo scenario –proseguono - si tenta di criminalizzare nella pubblica piazza intere categorie d’imprenditori, rovinando l’immagine del sistema economico eoliano, con il rischio di generare ripercussioni negative sulle scelte della meta estiva che i turisti in questo periodo effettuano”. “Le Istituzioni e gli Organi preposti alla Vigilanza ed alla Repressione degli illeciti facciano il loro lavoro con la necessaria serenità, lo stesso faranno gli imprenditori eoliani che in questa stagione metteranno in gioco, ancora una volta le proprie aziende e quindi le proprie vite. Si, le proprie vite, -concludono Palella e Monte- perché forse qualcuno pensa che le imprese eoliane siano governate dagli Elkann o dai Berlusconi se non dai Bezos o dagli Zuckerberg, invece si tratta di piccole famiglie che da generazioni lavorano e pagano quanto c’è da pagare, saldamente posizionate all’interno dei confini della legalità. Sono parte attiva del sistema economico eoliano, senza cui verrebbe meno la colonna principale dell’economia isolana”.

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