Riparte l'università, ma le mense per gli studenti restano chiuse

Al momento l’unico centro di cottura produce circa 300 pasti che vengono consegnate agli studenti nei loro alloggi con i furgoni. L'ira della Cgil: "Situazione inaccettabile"

Il prossimo 5 ottobre riprendo le lezioni universitarie, ma le quattro mense dell'Ersu restano chiuse. Lo denuncia la Filcams-Cgil che parla di "situazione inaccettabile".

L'attività è stata sospesa lo scorso marzo in seguito all'emergenza coronavirus. "Questa situazione - dichiarano i sindacalisti Giselda Campolo e Nino Fazio - ha gravi ricadute sui lavoratori del servizio che in questi mesi sono già andati incontro a pesanti difficoltà economiche. Nonostante il 5 ottobre ripartiranno le attività didattiche e alcuni studenti sono già rientrati nelle abitazioni assegnate la direzione dell’Ersu decide di non aprire. Al momento l’unico centro di cottura produce circa 300 pasti, monoporzioni che vengono consegnate agli studenti nei loro alloggi con i furgoni". 

“La situazione è inaccettabile”, dichiarano Giselda Campolo e Nino Fazio della Filcams-Cgil di Messina che osservano come “le attività didattiche potrebbero far ritornare la produzione ai livelli precedenti l’emergenza Covid-19, che ha causato per quasi 7 mesi il ricorso all’ammortizzatore sociale per i lavoratori impiegati. I loro redditi familiari sono fortemente provati perché l’azienda non anticipa l’indennità prevista per l’ammortizzatore e l’ultimo pagamento da parte dell’Inps risale a maggio scorso”. La Filcams-Cgil ha da tempo chiesto la riapertura di tutte le mense.

“Oggi – proseguono Campolo e Fazio - con l’avvio delle attività didattiche e il rientro degli studenti nelle sedi, non solo è possibile, ma è anche necessario riaprire per garantire la tutela dei lavoratori ma anche degli studenti. Gli studenti residenti, con i monoporzione tramite mezzi, hanno visto abbassarsi la qualità dei pasti. Gli studenti che frequenteranno le lezioni non potranno usufruire del servizio se non si riapriranno tutte e quattro le mense dato che, tra l’altro, non esistono adeguati collegamenti tra i poli universitari e la mensa centrale. Impedire l’utilizzo del servizio a questi studenti renderebbe impossibile l’aumento del numero pasti e continuerebbe ad aggravare la pesante condizione che oggi vive questa realtà”. La Filcams fa inoltre presente come le mense siano ripartite a Catania e a Palermo.

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