A marzo chiuderà l'Officina Grandi Riparazioni, 54 ferrovieri saranno trasferiti

Interpellanza all'assessore regionale Falcone del deputato Franco De Domenico, un altro pezzo di Messina sta per andare via

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday


Anno nuovo, problemi vecchi per il nostro territorio, guarda caso il lavoro! –afferma in un comunicato l’On. Franco De Domenico, deputato regionale del Partito Democratico- in particolare intendiamo occuparci di Trenitalia che continua a giocare con fuoco, sulla pelle del lavoro del nostro territorio, non solo astenendosi dal programmare nuovi investimenti nella Città Metropolitana di Messina, ma addirittura riducendo o ritardando colpevolmente quelli già programmati.

Oggi, per iniziare, ci occuperemo dell’Officina Grandi Riparazioni di Trenitalia della nostra città che Trenitalia ha programmato di chiudere. L’Officina è un impianto istituito negli anni ‘50 del secolo scorso, finalizzato al rinnovamento della parte meccanica ed estetica di rotabili e vetture ferroviarie che nel corso degli anni era la più grande officina di rotabili ferroviari dell’Italia Centro-Meridionale, raggiungendo il numero complessivo di 580 addetti.

Nel 2002, in seguito al processo di articolazione in divisioni di Trenitalia, l’impianto è stato collocato nell’ambito della divisione Trasporto Regionale Sicilia, perdendo così la sua autonomia gestionale, e iniziando un costante declino occupazionale dell’impianto, non per mancanza di commesse, ma perché queste, deliberatamente, sono state progressivamente dirottate negli omologhi impianti di Foggia, Ancona, Foligno.

Il trasferimento dell’impianto nell’ambito della divisione Trasporto Regionale Sicilia -continua De Domenico- ha completato l’opera di indebolimento della struttura, in quanto le decisioni strategiche di Trenitalia hanno risentito della consueta politica Palermocentrica che tanto danno ha fatto al nostro territorio, purtroppo spesso avallata sia dai rappresentanti politici che da quelli sindacali della nostra città, che avrebbero, invece dovuto difendere strenuamente questi avamposti di occupazione.

Oggi l’azienda ha deciso la chiusura dell’impianto! prevedibilmente tra circa due mesi, ossia alla ultimazione delle ultime due commesse in atto in lavorazione, con il conseguente trasferimento in altri siti delle 54 unità lavorative presenti. Questa scelta appare profondamente ingiustificata e irrazionale, in considerazione del fatto che l’impianto è stato adeguato, in tempi recenti, alle nuove normative di legge previste in materia di sicurezza, con notevole dispendio finanziario, si trova collocato al centro delle due direttrici ferroviarie Messina-Palermo e Messina-Siracusa, dispone di enormi aree interne ed attrezzature ferroviarie di prim’ordine, nonché di personale altamente specializzato, che potrebbe permettere alla struttura di essere utilizzata quale linea ciclica per locomotive,  front line per le ditte appaltatrici di materiale ferroviario Global Service, piuttosto che linea centri riparatori ovvero per la manutenzione degli impianti, per  la logistica e il magazzino.

Inoltre questa scelta, determina una perdita di posti di lavoro produttivi in un territorio nel quale lo Stato e gli enti ad esso riconducibili dovrebbero, viceversa, intensificare gli investimenti per “creare” nuovi posti di lavoro e giammai perdere quelli esistenti.

Per questo -conclude de Domenico- ho presentato una interpellanza urgente all’Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Marco Falcone per sapere se abbia avviato un’interlocuzione sul tema con la Società Trenitalia, al fine di evitare la chiusura dell’impianto in oggetto ed ottenerne, viceversa, il rilancio, sia in termini di attività che di impiego di manodopera e se non ritenga opportuno avviare un tavolo di confronto con il Governo nazionale e l’azienda Trenitalia, al fine di ottenere il rilancio degli investimenti nel settore ferroviario, globalmente inteso, dell’isola. 
 

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