Economia

Ponte sullo Stretto, tanto rumore per nulla: confermati i costi, parte delle risorse dal fondo Sviluppo e Coesione

Approvati con seduta notturna dalla commissione Bilancio del Senato i quattro emendamenti alla manovra presentati dal governo. Ritirato quello sui medici in pensione a 72 anni

Approvati con seduta notturna dalla commissione Bilancio del Senato i quattro emendamenti alla manovra presentati dal governo che riguardano i finanziamenti per le infrastrutture tra cui quello per il Ponte sullo stretto di Messina e la sicurezza, che include il trattamento previdenziale di forze armate, forze di polizia e vigili del fuoco, le pensioni, comprese quelle dei medici, gli enti locali.

Il testo della legge di bilancio è atteso ora in aula a Palazzo Madama a partire dal pomeriggio di mercoledì 20 dicembre con il voto di fiducia fissato per venerdì 23 a metà giornata per poi passare alla Camera dal 27 per concludere l'iter a Montecitorio entro il 30.

La Commissione ha ultimato il lavoro di revisione dei testi con alcune modifiche. Per il Ponte sullo Stretto - nonostante la presa di posizione del presidente della Regione Sicilia Renato Schifani,  passa dunque la rimodulazione dei fondi con una parte delle risorse prese dal Fondo di coesione.  Il governo conferma i costi previsti per il Ponte sullo Stretto, pari a 11,63 miliardi di euro, ma le spese a carico dello Stato vengono alleggerite per 2,3 miliardi con il reperimento delle risorse attraverso il fondo per lo Sviluppo e la Coesione in capo alle regioni. Ha infatti ottenuto il via libera della commissione Bilancio del Senato l'emendamento del governo che prevedeva, "nelle more dell’individuazione di fonti di finanziamento atte a ridurre l’onere a carico del bilancio dello Stato" la spesa complessiva "di 9.312 milioni di euro, in ragione di 607 milioni di euro per l’anno 2024, 885 milioni di euro per l’anno 2025, 1.150 milioni di euro per l’anno 2026, 440 milioni di euro per l’anno 2027, 1.380 milioni di euro per l’anno 2028, 1.700 milioni di euro per l’anno 2029, 1.430 milioni di euro per l’anno 2030, 1.460 milioni di euro per l’anno 2031 e 260 milioni di euro per l’anno 2032".

La parte mancante rispetto agli 11,63 miliardi di euro previsti nel disegno di legge viene reperita attraverso l'autorizzazione "della spesa di 718 milioni di euro, in ragione di 70 milioni di euro per l’anno 2024, 50 per l’anno 2025, 50 per l’anno 2026, 400 milioni di euro per l’anno 2027 e 148 milioni di euro per l’anno 2028, mediante corrispondente riduzione del Fondo per lo sviluppo e la coesione, periodo di programmazione 2021-2027, e imputata sulla quota afferente alle amministrazioni centrali" e gli altri 1,6 miliardi "in ragione di 103 milioni di euro per l’anno 2024, 100 milioni per l’anno 2025, 100 milioni per l’anno 2026, 940 milioni di euro per l’anno 2027 e 357 milioni di euro per l’anno 2028 per l’anno 2029, mediante corrispondente riduzione risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, periodo di programmazione 2021-2027 e imputata sulle risorse indicate per le Regioni Sicilia e Calabria dalla delibera Cipess".

La norma prevede che "gli accordi per la coesione da stipulare tra la Regione Siciliana e Calabria con il ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr danno evidenza degli importi annuali a destinazione delle risorse alla realizzazione dell’intervento, a concorrenza integrale degli importi annuali individuati". Entro il 30 giugno di ogni anno, e fino all’entrata in esercizio dell’opera, "il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti presenta informativa al Cipess sulle iniziative intraprese ai fini del reperimento di ulteriori risorse a copertura dei costi di realizzazione dell’opera. Con apposite delibere, su proposta del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con il ministero dell’Economia e Finanze, il Cipess attesta la sussistenza delle ulteriori risorse", determinando conseguentemente "la corrispondente riduzione in via prioritaria dell’autorizzazione di spesa e la relativa articolazione annuale”.

Sanità e pensioni

Non ci saranno invece tagli alle pensioni di vecchiaia di medici, operatori sanitari, dipendenti degli enti locali, ufficiali giudiziari e insegnanti, mentre, ad esclusione del settore della sanità, vengono confermati i tagli a quelle anticipate. Nel settore della sanità, invece, la decurtazione diminuirà man mano che si ritarderà l'anticipo del pensionamento. Inoltre, i dirigenti medici e gli infermieri potranno rimanere al lavoro fino a 70 anni, su base volontaria. E' quanto prevede la norma del governo in manovra che ha ottenuto il via libera in commissione Bilancio del Senato.

Le decurtazioni non si applicano "ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2023 e nei casi di cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di età o di servizio". L'accesso alla pensione anticipata "è consentito se risulta maturata un'anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Il trattamento pensionistico decorre trascorsi 3 mesi dalla data di maturazione dei requisiti contributivi". Per quanto riguarda medici, infermieri, dipendenti enti locali, insegnanti d'asilo e ufficiali "il trattamento pensionistico decorre trascorsi 3 mesi dalla data di maturazione dei requisiti se sono maturati entro il 31 dicembre 2024, 4 mesi se sono maturati entro il 31 dicembre 2025, 5 entro il 31 dicembre 2026, 7 mesi entro il 31 dicembre 2027 e 9 mesi entro il 31 dicembre 2028.

Per i medici e le altre categorie di dipendenti pubblici già citate, la riduzione del trattamento pensionistico è "ridotta in misura pari a un trentaseiesimo per ogni mese di posticipo dell'accesso al pensionamento rispetto alla prima decorrenza utile per gli iscritti alla cassa per la pensione dei sanitari e per quelli alla cassa per le pensioni dei dipendenti degli enti locali che cessano l'ultimo rapporto di lavoro da infermieri". Questo per assicurare "un efficace assolvimento dei compiti primari di tutela della salute e di garantire l'erogazione dei livelli assistenziali di assistenza".

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