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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Economia

Le proposte di Confindustria per rilanciare l'Isola, incontri coi candidati governatori: si parte con De Luca

Due giorni di confronti. Si comincia con il leader di Sicilia Vera e si chiude domani con Renato Schifani. Energia, credito, infrastrutture, burocrazia e giovani alcuni dei temi che saranno affrontati. "Siamo noi la locomotiva dell'economia e del Pil siciliani"

Oggi e domani Confindustria Sicilia presenterà ai candidati alla presidenza della Regione le sue proposte per lo sviluppo dell'Isola. Si comincia alle 13, nella sede di via Volta, con Cateno De Luca e si chiude, alle 16, con Gaetano Armao. Domani i confronti inizieranno alle 12 con Caterina Chinnici e a seguire Nuccio Di Paola alle 14.30, mentre sarà Renato Schifani a chiudere, a partire dalle 17.

Ecco quali sono le proposte di Confindustria nello specifico.

Energia: Confindustria Sicilia ritiene precondizione per ogni programma l'adozione di misure straordinarie per tamponare gli extracosti energetici, occorrono almeno 500 milioni da dirottare sugli extracosti energetici delle imprese, fondi rintracciabili nel Fondo di sviluppo e coesione nella disponibilità della Regione.

Infrastrutture: Il ponte sullo Stretto, gli interporti, lo sviluppo del sistema portuale e dell'economia del mare, le autostrade: la Sicilia paga il prezzo altissimo della sua marginalità geografica. Urgono misure indispensabili per potenziare i collegamenti e ridurre i disagi dovuti alla discontinuità territoriale.

Accelerazione dei procedimenti amministrativi: Termini puntuali, scadenze rispettate, pagamenti nei tempi contrattuali, regolarità nella timeline dei bandi e nella gestione delle risorse, in due parole: efficienza e certezza.

Eliminazione della Commissione tecnica specialistica (Cts): È indecente aspettare 3 anni al posto di 4 mesi per ottenere un'autorizzazione. Sono pendenti 1.804 procedure relative ad autorizzazioni ambientali ricevute negli anni 2017-2021, di queste procedure 1.772 costituiscono "provvedimenti in corso". Al netto delle ripetizioni (nella procedura di rilascio del Paur rientrano la Via e/o la Vinca) ci sono effettivamente circa 1.362 provvedimenti in corso. Cioè: 1.362 programmi di investimento da parte degli imprenditori sono fermi in Sicilia (e solo in Sicilia) in attesa di un parere aggiuntivo e ultroneo rispetto al fisiologico e sacrosanto procedimento autorizzativo.

Aree industriali: Occorre subito un modello di sviluppo produttivo per le aree di crisi e dare corso all'applicazione delle nuove norme sulle aree industriali. Oggi gli agglomerati industriali siciliani sono ghetti di degrado e assoluta mancanza dei servizi primari. Se non cambia immediatamente il sistema di regole, andremo sempre più indietro. Occorre rilanciare anche le grandi aree di crisi complessa attraverso una accelerazione delle Zes.

Decontribuzione: Agli aiuti di Stato previsti dall'Ue e prorogati nell'attuale quadro temporaneo fino a dicembre 2022 occorre aggiungere uno strumento analogo regionale che venga incontro alle imprese, ai giovani, alla vivacità del mercato del lavoro.

Credito: Così come è accaduto negli ultimi anni sempre di più l'Irfis deve essere una banca a servizio delle imprese. E sia affiancato dai confidi e dagli intermediari finanziari vigilati convenzionati con la  Regione con competenze nell'istruttoria e nell'erogazione.

Sostenibilità: La sostenibilità - economica, sociale, ambientale di medio e lungo periodo - non è più un obiettivo, è una necessità.

Interconnessione per lo sviluppo organico dei territori: Coordinamento e armonizzazione di territori e vocazioni diverse, coordinamento tra mondo dell'impresa, della ricerca, della cultura, del welfare, dell'ambiente, della digitalizzazione.

Pnrr: Corsa contro il tempo per sfruttare con efficienza tutte le opportunità del quadro programmatico.

Giovani: Opportunità per i giovani da trattenere nel territorio. Bandi per start up. Formazione tarata sulle esigenze delle imprese. Occorre puntare sulle specializzazioni e sulla ricerca. Perché solo attraverso la ricerca le imprese saranno competitive sui mercati.

Individualità dei territori ed eccellenze da valorizzare: Rafforzare le eccellenze del territorio: a) Agricoltura di qualità; b) Mare come risorsa; c) Ruralità; d) Accoglienza; e) Competenze industriali diffuse.

Transizione: Sfruttare il know how acquisito nel campo energetico da fonti fossili per accompagnare le imprese nel processo di decarbonizzazione e per sviluppare componentistica nel campo delle rinnovabili e dell'idrogeno. Sicilia hub energetico per tutto il Paese e il Mediterraneo.

Investimenti esteri: Rendere efficace il protocollo tra l'assessorato regionale alle Attività produttive, Confindustria e Confindustria Sicilia per attrarre investitori esteri.

Agroindustria: La nostra agricoltura produce frutti di eccellenza che solo in rari casi vengono trasformati perdendo il grosso del valore aggiunto che altri invece generano. Occorre incentivare l'industria manifatturiera.

Rifiuti:I rifiuti devono essere considerati come potenziale risorsa energetica: non soltanto legati al tema dei termovalorizzatori. Si deve abbandonare l'idea di un "Piano rifiuti" di vecchia concezione e pensare invece ad un "Piano industriale dell'economia circolare", atto a garantire l'autosufficienza del sistema rifiuti siciliano in cui trasferire una visione strategica che guardi al riuso, alla riduzione dei rifiuti e alla raccolta differenziata, prevedendo soluzioni impiantistiche diversificate e soprattutto processi autorizzativi con tempi ragionevoli.

Salute: Il diritto alla salute, indipendentemente dal fatto che a erogare i servizi sia il pubblico o la componente di diritto privato della Sanità, va garantito ai siciliani secondo parametri di efficienza e qualità.

Conclusioni: "Solo da qui può ripartire la Sicilia - dice Confindustria - e lo sviluppo ha bisogno di un traino. Siamo noi la locomotiva dell'economia e del Pil siciliano. Le imprese chiedono pochi punti, ma inderogabili".

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